Foggia si conferma capitale italiana della cardiologia, in particolare nello studio e nel trattamento dello scompenso cardiaco. Nell’aula magna del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università si è svolta la terza edizione del congresso “Clinical Cardiology 2025: Focus on Comorbidities”, che ha riunito i maggiori esperti nazionali del settore per discutere di innovazioni farmacologiche, approcci clinici e nuove prospettive di ricerca.
Le nuove frontiere terapeutiche
Il direttore della Cardiologia universitaria del Policlinico Riuniti di Foggia, Natale Daniele Brunetti, ha sottolineato il ruolo centrale dell’evento: “Questo congresso è ormai un punto di riferimento imprescindibile. Dico sempre, con una battuta, che Foggia torna capitale dopo il 1797, anno in cui qui si celebrò il matrimonio reale tra il Principe ereditario Francesco di Borbone e la Principessa Clementina d’Austria. Oggi lo è per lo scompenso cardiaco…”.
Tra le novità scientifiche sono emersi dati rilevanti sull’uso di farmaci metabolici finora impiegati per diabete e obesità, che hanno mostrato efficacia anche nello scompenso cardiaco. Un approccio integrato, multidisciplinare e con percorsi terapeutici condivisi, secondo Brunetti, “può migliorare notevolmente la risposta clinica nei pazienti complessi, caratterizzati da più patologie concomitanti”. Durante le sessioni sono stati inoltre presentati i risultati di tre studi scientifici pubblicati su riviste internazionali nelle ultime settimane, con altri lavori già in procinto di uscire.
Una faculty nazionale di alto profilo
Il congresso ha avuto come presidente onorario Matteo Di Biase e come responsabili scientifici, oltre a Natale Daniele Brunetti, anche Michele Correale e Massimo Iacoviello. Con il supporto di una faculty formata da relatori provenienti dai principali centri universitari italiani, i lavori hanno spaziato dallo scompenso cardiaco alle cardiomiopatie, dalla fibrillazione atriale alle dislipidemie, fino ai più innovativi trattamenti farmacologici nell’ipertensione arteriosa polmonare.
Una particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle comorbilità: diabete mellito, insufficienza renale, ipertensione arteriosa, cardiopatia ischemica cronica, fibrillazione atriale, broncopatia cronica ostruttiva, obesità e anemia. La gestione di queste condizioni, insieme allo scompenso, rappresenta oggi una delle sfide più ostiche per i cardiologi.
Le prospettive della ricerca
Grande spazio anche alle nuove proposte di ricerca che saranno sviluppate dai centri affiliati alla Società Italiana di Cardiologia. Dalla diagnosi precoce di cardiomiopatie come l’amiloidosi o la malattia di Anderson-Fabry, fino all’uso delle gliflozine e dei nuovi inibitori del colesterolo LDL, l’obiettivo condiviso è potenziare la prevenzione delle riacutizzazioni e rallentare la progressione delle patologie cardiovascolari.
Con oltre cento esperti coinvolti, il congresso ha riaffermato il ruolo di Foggia come punto nevralgico nella rete scientifica e clinica nazionale. Una città che, tra storia e ricerca, si candida sempre più ad essere il nuovo punto di riferimento nazionale per lo scompenso cardiaco.











