Potrebbero essere una quindicina i Comuni pugliesi chiamati alle urne anticipate nella primavera 2026, a causa delle dimissioni dei sindaci che intendono candidarsi al Consiglio regionale. La scadenza cruciale, ricorda la Gazzetta del Mezzogiorno, è fissata al 30 settembre: entro quella data i primi cittadini dovranno formalizzare l’addio, rendendo le dimissioni irrevocabili.
Il Testo unico degli enti locali prevede che i sindaci si dimettano 30 giorni prima del voto, ma la norma concede altri 20 giorni per eventuali ripensamenti. Per questo, onde evitare rischi, la data limite si anticipa a 50 giorni dal voto, fissato per il 23 e 24 novembre.
La questione normativa ha già fatto discutere: lo scorso anno la Regione aveva approvato la cosiddetta “legge anti-Decaro”, che imponeva le dimissioni 180 giorni prima delle elezioni. Una norma poi bocciata dalla Corte costituzionale, dopo la battaglia condotta anche da Anci Puglia.
Chi sono i sindaci in corsa
Nel Barese non ci sarà Fiorenza Pascazio, sindaca di Bitetto e presidente Anci Puglia. Possibili candidati invece Giuseppe Giulitto (Bitritto), Giuseppe Nitti (Casamassima) e Giovanni Mastrangelo (Gioia del Colle).
Nella Bat si fanno i nomi di Giovanna Bruno (Andria), Amedeo Bottaro (Trani) e Angelantonio Angarano (Bisceglie).
In Salento certa la candidatura di Stefano Minerva, sindaco di Gallipoli e presidente della Provincia di Lecce. In movimento anche Dina Manti (Corigliano d’Otranto), Paolo Greco (Caprarica) e Pippi Mellone (Nardò).
Nel Brindisino è pronto a lasciare la fascia Toni Mattarelli, sindaco di Mesagne e recordman di consensi. Potrebbe esserci anche Francesco Zaccaria (Fasano), mentre resta in dubbio Cosimo Maiorano (Latiano).
In Capitanata riflettori puntati su Nicola Gatta, sindaco di Candela, al timone dal 2011 e ora vicino a candidarsi.
Gli scenari politici
Il valzer delle dimissioni potrebbe ridisegnare gli equilibri locali, con i partiti impegnati a gestire l’ingresso di numerosi sindaci nelle liste regionali. Un effetto domino che rischia di moltiplicare le elezioni anticipate nei Comuni e di aprire nuove sfide politiche sul territorio.












