C’è una data in agenda per discutere di regionali in casa conservatrice. Come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, questo pomeriggio alle 15.30 a Palazzo Chigi si incontreranno Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani insieme al ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli. Formalmente il tema è l’Autonomia differenziata, ma inevitabilmente sul tavolo finirà anche il dossier delle elezioni regionali d’autunno.
Le questioni ancora aperte riguardano tre regioni strategiche: Veneto, Campania e Puglia.
Il caso Veneto e l’effetto Vannacci
Salvini punta a blindare la successione a Luca Zaia con un candidato leghista, forse Alberto Stefani. Ma a dividere la Lega è l’ascesa del generale Roberto Vannacci, che ha ribattezzato il suo progetto con lo slogan “Make the League great again”, prendendo a prestito lo stile trumpiano. Dichiarazioni su Putin e sull’Ucraina hanno acceso ulteriormente la polemica interna.
Zaia e Fedriga hanno preso le distanze, ribadendo che “Vannacci deve fare il leghista”. A Pontida, il 21 settembre, si misurerà la compattezza del partito.
La sfida in Campania
Nel Mezzogiorno il nodo più complesso resta la Campania. I moderati insistono su Mara Carfagna, Fratelli d’Italia propone Edmondo Cirielli, ma cresce l’ipotesi civica con Giosy Romano o il rettore Matteo Lorito. Un compromesso che eviterebbe spaccature interne e che consentirebbe al centrodestra di concentrarsi sulla sfida a Roberto Fico.
Il rebus Puglia
In Puglia, come evidenzia la Gazzetta del Mezzogiorno, resiste l’ipotesi di Mauro D’Attis, leader regionale di Forza Italia. Ma Fratelli d’Italia e Lega spingono per soluzioni diverse, guardando anche a figure della società civile o delle istituzioni. La scelta diventa cruciale perché dall’altra parte lo sfidante Antonio Decaro, forte di una coalizione larga e dei favori dei pronostici, ha già ufficializzato la sua corsa.
La decisione, secondo indiscrezioni, dovrà arrivare prima delle regionali nelle Marche, considerate un test decisivo per l’intero centrodestra.












