Si avvia alla conclusione l’inchiesta sul presunto “sistema” che vede al centro l’ex assessore regionale Alessandro Delli Noci, accusato di essersi messo a disposizione di un gruppo imprenditoriale salentino in cambio di contributi elettorali e favori. La Procura di Lecce, con i pm Alessandro Prontera e Massimiliano Carducci, dovrebbe chiudere a breve le indagini. Lo riporta la Gazzetta del Mezzogiorno.
Il Tribunale del Riesame, lo scorso luglio, ha revocato o modificato alcune misure cautelari disposte dal gip Angelo Zizzari, riconoscendo la sussistenza di gravi indizi di corruzione ma ritenendo esaurita l’associazione per delinquere contestata a sei persone, a seguito delle dimissioni di Delli Noci.
Al centro delle contestazioni resta il contributo di 5mila euro che gli imprenditori Alfredo Barone e Marino Congedo avrebbero versato durante la campagna elettorale del 2020 in cambio dell’interessamento sul progetto di un resort a Lecce. Ma, come ha sottolineato il Riesame, non vi sono elementi sufficienti per sostenere che l’ex assessore abbia compiuto atti contrari ai doveri d’ufficio.
Il ruolo di Laforgia e i dubbi della difesa
Secondo l’impianto accusatorio, il tramite tra Delli Noci e gli imprenditori sarebbe stato l’ingegnere barese Maurizio Laforgia, per il quale il Riesame ha revocato i domiciliari. I giudici hanno sottolineato che quanto emerso potrebbe ricondursi a normali attività di lobbying, rimaste entro i limiti della legittimità.
La difesa di Delli Noci, affidata agli avvocati Giuseppe Fornari e Luigi Covella, punta proprio su questo aspetto: i permessi e le autorizzazioni ottenuti sarebbero stati tutti regolari.
Gli scenari giudiziari e politici
Dal punto di vista processuale, nulla impedisce a Delli Noci di ricandidarsi alle prossime regionali: non c’è ancora una richiesta di rinvio a giudizio, che potrebbe comunque arrivare a ridosso del voto. Il nodo resta politico.
Se la partita si fosse giocata con Michele Emiliano ancora in campo, il ritorno del 43enne ingegnere salentino sembrava scontato, anche alla luce del sostegno che l’ex governatore non gli ha mai fatto mancare. Ora, con la candidatura di Antonio Decaro, servirà invece un chiarimento diretto con il leader del centrosinistra per capire se ci sarà spazio per una figura così legata all’entourage emilianista.
Il futuro in bilico
Nell’entourage dell’ex assessore, da due giorni, si ragiona di nuovo sulla possibilità di un ritorno in lista. Ma molto dipenderà dagli equilibri interni al centrosinistra e dalla disponibilità di Decaro ad aprire le porte a un nome che porta con sé tanto consenso quanto ombre giudiziarie ancora da diradare.











