Si è costituita parte civile nel processo “Mari e Monti” l’associazione Giovanni Panunzio – Eguaglianza Legalità Diritti, che quest’anno celebra dieci anni di attività. Il procedimento, in corso davanti al Tribunale di Bari, vede imputate cinquanta persone con accuse che spaziano dall’associazione mafiosa al traffico di droga ed estorsioni, tutte riconducibili – secondo la procura – alla mafia garganica.
Al fianco dell’associazione foggiana anche i Comuni di Mattinata, Monte Sant’Angelo, Manfredonia e Vieste, la Regione Puglia e il FAI, a testimonianza di una volontà condivisa tra istituzioni e società civile di contrastare le mafie foggiane. L’associazione è stata rappresentata in aula dall’avvocato Mario Aiezza del Foro di Foggia.
Fondata dieci anni fa, l’associazione Panunzio porta il nome dell’imprenditore assassinato per essersi opposto al racket ed è inserito dal Ministero dell’Interno tra i “Testimoni di Coraggio”. In questo decennio ha operato nelle scuole, nelle piazze e nelle aule di giustizia per diffondere la cultura della legalità e sostenere i diritti delle vittime.
“Questa nuova costituzione di parte civile – si legge nella nota del presidente Dimitri Lioi e del segretario Antonio Belluna – rappresenta non solo un ulteriore passo nel contrasto giudiziario alle mafie, ma anche la conferma del nostro cammino: la Capitanata e il Gargano non sono terre di mafia, ma comunità che chiedono giustizia, dignità e futuro”.











