La lunga attesa per la scelta dei candidati alle prossime Regionali sembra vicina a una svolta. Come scrive il Corriere della Sera, giovedì potrebbe tenersi il tavolo dei leader del centrodestra per chiudere la partita sui nomi, con la possibilità che anche il centrosinistra arrivi allo stesso appuntamento.
Le spinte da Roma e il pressing sul Pd
Sul fronte progressista, il dem Goffredo Bettini ha incalzato la segretaria Elly Schlein, invitandola a non tergiversare sul caso pugliese: “Non attenda oltre. Faccia il suo dovere. Esprima pubblicamente e ai più alti livelli la sua posizione”, ha detto, rimarcando il peso strategico della Regione nella prossima sfida elettorale.
Il centrodestra, tuttavia, non appare compatto. Se in Veneto – sottolinea il Corriere – la situazione resta congelata nell’attesa di una sintesi tra Lega e Fratelli d’Italia, in Puglia la discussione è entrata nel vivo.
Puglia, tutte le carte sul tavolo
Secondo l’analisi del quotidiano, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, figura di riferimento di Fratelli d’Italia in terra pugliese, ha dichiarato la propria disponibilità: “Se il contributo mi sarà chiesto non esiterò a rispondere presente, come attiene a una persona diligente che fa politica”. Una candidatura che molti, però, leggono più come un atto di disciplina di partito che come una reale investitura.
Non mancano ipotesi alternative. Matteo Salvini, dal palco di Ceglie Messapica, ha auspicato un “profilo civico” anche per la Puglia, sulla scia delle ipotesi ventilate in Campania. Di parere diverso la ministra Maria Elisabetta Casellati, che ha indicato nel coordinatore regionale di Forza Italia, Mauro D’Attis, un possibile nome forte: “Persona eccezionale e lo sta dimostrando”, ha detto.
La partita resta aperta
Il mosaico pugliese, quindi, non è ancora composto. L’ipotesi di un candidato civico convive con quella di una designazione interna, mentre le varie anime del centrodestra cercano di trovare un equilibrio. Un equilibrio che appare ancora lontano se, come riferisce il Corriere, lo stesso vertice di giovedì potrebbe non essere quello definitivo.
In ogni caso, il dato politico è chiaro: la Puglia resta una regione chiave. Per il centrodestra, che sogna di strappare un feudo al centrosinistra, e per i dem, chiamati a difendere uno dei pochi territori dove la coalizione di governo parte in svantaggio. La scelta del candidato, dunque, non sarà soltanto una questione locale, ma un segnale politico nazionale in vista delle prossime sfide elettorali.











