Ad Andria, davanti a un anfiteatro gremito per la presentazione del suo libro “Vicino”, Antonio Decaro si lascia andare a un sorriso imbarazzato. Una signora gli prende la mano e lo invita a candidarsi, ma lui taglia corto: “Vabbè… Non dico niente perché ci sono i giornalisti”. Un silenzio eloquente che fotografa lo stallo in cui si trova il centrosinistra pugliese. Decaro attende un passo dal Partito Democratico, il Pd se lo aspetta da lui. Nel frattempo, il centrodestra non perde tempo e prepara la propria mossa. A raccontare i retroscena è Repubblica Bari.
Gemmato si propone: “Se me lo chiedono, risponderò presente”
Da Roma arriva il nome che potrebbe sparigliare le carte. Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute e uomo vicino a Giorgia Meloni, non chiude la porta: “Se il contributo mi sarà chiesto per la presidenza della Regione, non esiterò a rispondere presente”. Una candidatura che Fratelli d’Italia ritiene naturale, forte del 27 per cento ottenuto alle ultime elezioni europee in Puglia. Sul fronte opposto, però, la segretaria nazionale dem Elly Schlein prova a rassicurare: “Stiamo lavorando per chiudere le ultime cose sia in Campania che in Puglia e sono certa che troveremo le soluzioni anche lì”. E non manca la frecciata: “Mentre noi stiamo costruendo le coalizioni per battere le destre, la destra fuori dalle regioni in cui governa non ha ancora individuato un candidato”.
Vendola e Avs non arretrano
Il rebus Puglia, però, resta intatto. A Giovinazzo, nel corso della festa di Alleanza Verdi Sinistra, i vendoliani hanno ribadito la loro linea. “Decaro è il candidato migliore per la Puglia e Vendola è il miglior candidato in Avs. Noi puntiamo a farlo vincere”, ha dichiarato il segretario barese di Sinistra Italiana Gano Cataldo. L’incontro ipotizzato tra Decaro e Nichi Vendola non c’è stato: l’ex presidente della Regione è partito per Venezia senza vedere l’europarlamentare del Pd, nonostante le attese di Francesco Boccia e dei dirigenti rossoverdi. Per Avs, però, il superamento del veto resta la priorità, per non mettere a rischio l’alleanza con i Democratici.
Il nodo Emiliano e le mosse del Pd
Resta sul tavolo anche la posizione di Michele Emiliano, governatore uscente. Per i dem ci sono due opzioni. La prima, più morbida, consisterebbe nel convincere Emiliano a stringere un patto con Vendola, garantendo così stabilità e autonomia a Decaro. La seconda, più dura, punterebbe a imporre al presidente della Regione un passo indietro, definito “atto di generosità”, con la prospettiva di un posto al Senato nel 2027 e, nel frattempo, un ruolo da assessore regionale.
La settimana decisiva
La prossima settimana si annuncia determinante. Al tavolo di coalizione, il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni intende porre con forza il “caso Puglia”. Intanto Decaro continua il suo tour di presentazioni, riempiendo teatri e piazze. Tra applausi e battute, non rinuncia a citare lo stesso Emiliano: “Pesa 150 chili…”. Ma subito dopo ne riconosce i meriti: “Ha messo Bari di fronte alla realtà: prima sulla mafia mettevamo la polvere sotto il tappeto”.












