Il sito Phica.eu, finito al centro delle polemiche per la diffusione di migliaia di immagini intime di donne ignare e non consenzienti, ha annunciato la chiusura. Sul portale, dove c’era anche una categoria “Pornocittà” con sezioni dedicate a Foggia, Bari e Taranto, è comparso un comunicato ufficiale con cui gli amministratori hanno dichiarato lo stop definitivo della piattaforma e la cancellazione di tutti i contenuti.
Il comunicato di chiusura
“Phica è nata come piattaforma di discussione e condivisione personale – si legge nella nota – ma, come accade in ogni social network, ci sono sempre persone che usano in modo scorretto le piattaforme, danneggiandone lo spirito originario. Nonostante gli sforzi, non siamo riusciti a bloccare in tempo tutti quei comportamenti tossici che hanno trasformato Phica in un posto da cui distanziarsi piuttosto che sentirsi orgogliosi di far parte. Per questo, con grande dispiacere, abbiamo deciso di chiudere”.
Gli amministratori hanno precisato che contenuti violenti, pedopornografici o offensivi sono sempre stati vietati, bloccati e denunciati: “Mai tollerata la presenza di minorenni, mai consentite offese alle donne o linguaggi denigratori. In oltre vent’anni abbiamo sempre collaborato con le forze dell’ordine italiane e internazionali, fornendo dati e supporto per assicurare alla giustizia chi commetteva crimini”.
Lo scandalo e le denunce
La chiusura arriva dopo giorni di polemiche e indignazione per la presenza sul forum di migliaia di foto e dati sensibili di donne, raccolti e diffusi senza il loro consenso. A far esplodere il caso è stata la denuncia pubblica della content creator pugliese Anna Madaro, che aveva scoperto centinaia di pagine a lei dedicate. Da quel momento si sono moltiplicate le testimonianze di vittime, tra cui anche personaggi pubblici come l’eurodeputata Alessandra Moretti, l’attrice Diletta Begali e le influencer Valentina Vignali e Vittoria Deganello.
L’inchiesta avviata dalla Procura di Taranto e la petizione online che ha raccolto decine di migliaia di firme in poche ore hanno contribuito a mettere il sito nell’occhio del ciclone.
Fine di una comunità contestata
“Phica è stata una comunità con luci e ombre – concludono gli amministratori – ma soprattutto con la volontà di creare uno spazio diverso. Vi ringraziamo per averne fatto parte”.
La vicenda resta ora nelle mani della magistratura, mentre la chiusura del sito segna l’epilogo di una pagina controversa del web, che ha sollevato interrogativi profondi su sicurezza, consenso e tutela della dignità delle persone online.












