Magistratura e forze dell’ordine negli ultimi mesi hanno messo a segno arresti cruciali contro i vertici della criminalità organizzata di Capitanata. Domenica scorsa è finita la latitanza del cerignolano Tommaso Morra, considerato il boss degli assalti ai caveau. Con il suo arresto, l’unico grande ricercato ancora in libertà nella provincia di Foggia resta Leonardo Gesualdo, detto “il Vavoso”.
Chi è Gesualdo
Nato a Foggia il 28 giugno 1986, Gesualdo è ritenuto un esponente di spicco della batteria Moretti-Pellegrino-Lanza, storica formazione criminale della “Società Foggiana”. Secondo inchieste e testimonianze di collaboratori di giustizia, si sarebbe distinto per attività legate ad estorsioni, traffici di droga e azioni violente, comprese esecuzioni su commissione.
La fuga al blitz “Decimabis”
Il nome di Gesualdo è legato soprattutto al clamoroso blitz antimafia “Decimabis” del 16 novembre 2020, che portò all’arresto di oltre 40 affiliati della mafia foggiana. Quel giorno riuscì a sfuggire alla cattura, iniziando una latitanza che prosegue ancora oggi. Da allora, per le forze dell’ordine rappresenta la priorità assoluta nella caccia a boss e affiliati sfuggiti alla giustizia.
Le catture dell’ultimo anno
L’azione investigativa della Dda di Bari ha portato negli ultimi anni a risultati eclatanti. Ad inizio 2024 era stato arrestato a Granada, in Spagna, Gianluigi “U’ Minorenn” Troiano, braccio destro del boss Marco “Pallone” Raduano. Lo stesso Raduano è stato catturato a Bastia, in Corsica, il 1º febbraio 2024 dopo la spettacolare evasione dal carcere di Nuoro di quasi un anno prima. Sempre nel 2024, il 14 febbraio, è finita la latitanza del cerignolano Vincenzo Fratepietro detto “Enzo Cerottino”, fermato a Carovigno. Poi l’arresto a gennaio 2025 del “Lupin di Foggia”, Olinto Bonalumi pizzicato all’EUR, noto quartiere di Roma, e infine, domenica scorsa, quello di Tommaso Morra, chiudendo così la lista dei grandi ricercati con l’unica eccezione del “Vavoso”.
La posta in gioco
La cattura di Gesualdo avrebbe un valore simbolico e strategico enorme, perché priverebbe la batteria Moretti-Pellegrino-Lanza di uno dei suoi uomini più influenti. Le autorità ribadiscono che ogni informazione utile può rivelarsi decisiva per assicurarlo alla giustizia. La collaborazione dei cittadini resta fondamentale per sradicare un potere criminale che per decenni ha segnato la vita economica e sociale del Foggiano.










