Vieste, la “perla del Gargano”, da settimane finisce sui giornali come il luogo delle disavventure dei turisti: prezzi considerati troppo alti, disguidi, esperienze spiacevoli. Ma a ribaltare la prospettiva è arrivata in redazione una lunga lettera scritta da un lavoratore del settore turistico della città, che denuncia l’altra faccia della stagione estiva: le fatiche, le umiliazioni, il senso di invisibilità vissuto da chi accoglie i visitatori.
“Dietro il sorriso, la nostra stanchezza”
“Ogni mattina ci svegliamo presto, apriamo bar, ristoranti, negozi, alberghi, spiagge. Ci mettiamo il sorriso anche quando siamo stanchi, anche quando il caldo ci spezza. Lo facciamo perché crediamo nell’accoglienza, perché Vieste vive di turismo e vogliamo che la vostra vacanza sia indimenticabile. Ma dietro le cartoline di mare e tramonti c’è la nostra quotidianità, spesso dura, a volte umiliante”, scrive l’operatore.
I turisti maleducati
La lettera distingue tra visitatori gentili e rispettosi, “che per fortuna sono tanti e che ringraziamo”, e quelli “nervosi, arroganti, maleducati” che si sentono padroni della città. L’elenco delle esperienze è lungo: passeggini lasciati nei passaggi dei camerieri, bambini liberi di rompere oggetti nei negozi, auto parcheggiate ovunque. E ancora: clienti che entrano nei locali consumando cibi portati da fuori, merce toccata con mani sporche e poi da buttare, furti di bottigliette d’acqua, piatti insultati e camerieri presi di mira con urla e offese.
“Ogni giorno ci armiamo di pazienza come se dovessimo entrare in un campo di battaglia. Ci prepariamo agli insulti, alle lamentele, perfino alle bestemmie. Invece di sentirci parte di un incontro di culture, ci sentiamo soldati in trincea. Ma noi non siamo soldati né schiavi: siamo persone, siamo viestani, siamo lavoratori che meritano rispetto”, prosegue la testimonianza.
“Il turismo è incontro, non sopraffazione”
L’appello è diretto: “Non chiediamo privilegi, chiediamo solo buone maniere. Chiediamo di essere trattati come esseri umani. Vieste è bellissima, ma per restarlo ha bisogno anche di voi. Un luogo non è fatto solo di mare e spiagge, ma di persone. Noi siamo qui per accogliervi. Voi siate qui per rispettarci”.
Il lavoratore condanna gli episodi spiacevoli che possono capitare ai turisti, ma chiede che vengano riconosciuti anche i torti subiti da chi vive e lavora a Vieste: “È ora che si dica la verità intera: il turismo è scambio, non guerra. Cari turisti, voi siete ospiti. Noi siamo viestani. Non trattateci come nemici, perché siamo la vostra accoglienza”.












