La piazza centrale di Lido del Sole porta da oggi il nome di Giovanni Panunzio, l’imprenditore edile foggiano assassinato dalla mafia il 6 novembre 1992 per aver denunciato il racket delle estorsioni. Un gesto simbolico e potente, che segna la prima volta in cui una località turistica sceglie di dedicare uno spazio pubblico a una vittima innocente di mafia.
Un uomo che scelse la dignità alla paura
Giovanni Panunzio non fu soltanto una vittima: fu un uomo che preferì la giustizia al silenzio, la libertà al compromesso, pagando con la vita il coraggio di dire no alla criminalità. La sua storia è diventata emblema di resistenza civile contro il potere mafioso e di testimonianza per le nuove generazioni.
Una cerimonia di memoria e impegno
L’iniziativa è stata promossa dal Comune di Rodi Garganico, in collaborazione con l’Associazione Giovanni Panunzio – Eguaglianza Legalità Diritti, l’Associazione ATAS Lido del Sole (Associazione Tutela Ambiente e Salute) e la Pro Loco di Lido del Sole.
Alla cerimonia di intitolazione hanno partecipato la famiglia di Panunzio, autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle istituzioni, figure nazionali dell’antimafia sociale e del mondo dell’associazionismo.
Ospite d’eccezione Don Antonio Coluccia, sacerdote conosciuto in tutta Italia per il suo impegno nella lotta alla criminalità organizzata, alle dipendenze e al degrado sociale nelle periferie, che ha voluto portare la sua testimonianza e il suo sostegno all’iniziativa.
Un segno che resta
La nuova piazza intitolata a Giovanni Panunzio diventa così non solo un luogo fisico, ma un simbolo di memoria e di impegno civile. Un messaggio che parte da una località turistica, ma che parla a tutta la Puglia e al Paese, ricordando che la lotta alla mafia passa anche attraverso la custodia e la valorizzazione della memoria delle sue vittime.















