Il litorale a sud di Bari, la rinomata Costa dei Trulli che da Mola si estende per 24 chilometri fino a Polignano e Monopoli, si conferma una delle mete balneari più ambite in Puglia. Cale pittoresche, acque Bandiera Blu e stabilimenti attrezzati richiamano ogni anno migliaia di turisti, quest’anno soprattutto stranieri. Eppure, come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, il 2025 segna un doppio andamento: tariffe in aumento e presenze in calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Prezzi record nei lidi di lusso
Sulla riviera barese, gli stabilimenti luxury propongono postazioni con ombrelloni, lettini e servizi fino a 150 euro al giorno, con il sold out garantito nella settimana di Ferragosto. Per giovedì 14 e venerdì 15 agosto risultano comunque posti disponibili in 36 stabilimenti a Monopoli, 8 a Polignano e 6 a Mola. Nella fascia media, una postazione standard con ombrellone e due lettini costa tra i 32 e i 35 euro, mentre nei lidi esclusivi si arriva a 90 o 120 euro.
Il primato spetta ai beach club con gazebo privati: a Polignano e Monopoli un’esperienza per due può costare fino a 700 euro al giorno, comprensiva di servizi extra e privacy. A Ripagnola, il Coco Village propone ombrelloni da 36 euro e pacchetti “Dolce Riva” a 416 euro con terrazza sul mare e champagne. A Cozze, la storica Calarena resta più accessibile: 30 euro dal lunedì al venerdì, 33 nel weekend.
Eco-lidi e novità dell’estate
L’estate 2025 segna anche l’arrivo degli eco-lidi, giardini sostenibili trasformati in solarium sul mare. A Mola, il Mamaluna chiede 40 euro per un lettino nei giorni clou di Ferragosto. Poche le disponibilità a Cala San Giovanni, spiaggia Bandiera Blu e Bandiera Verde in territorio polignanese, con prezzi da 45 euro.
Salento, la “settimana santa” tra polemiche e rincari
Nel Salento la settimana di Ferragosto è segnata dal caro-prezzi che coinvolge non solo ombrelloni e lettini ma anche gastronomia e servizi accessori. Secondo La Gazzetta del Mezzogiorno, le associazioni di categoria denunciano aumenti medi del 5% per l’accesso agli stabilimenti. A Gallipoli una giornata al mare può costare 100 euro, mentre a Torre San Giovanni una frisa gourmet arriva a 17 euro. Le pucce farcite in riva al mare toccano quota 14 euro.
Il Codacons accusa i balneari di “lacrime di coccodrillo”: dal 2019, le tariffe di lidi e piscine sono aumentate del 32,7%, spingendo molte famiglie a rinunciare alle spiagge a pagamento. L’associazione segnala Pescoluse di Salve tra le più care d’Italia: zona “exclusive” a 940 euro il 16 agosto, quasi il doppio rispetto a località vip come Forte dei Marmi o la Costa Smeralda.
Servizi extra e parcheggi alle stelle
L’aumento dei prezzi riguarda anche pedalò e parcheggi: a Porto Cesareo e Melendugno la sosta arriva a 5-6 euro l’ora. A Nardò, tra le marine di Santa Caterina e Santa Maria al Bagno, un lettino in prima fila ad agosto costa 60 euro, mentre la notte di San Lorenzo in un lido di nuova apertura si paga 31 euro.
Le cause secondo i balneari
Gli operatori ammettono cali di presenze e consumi, ma attribuiscono il fenomeno alla crisi economica e all’instabilità internazionale, che riducono la propensione a viaggiare. Per avere un quadro definitivo sul turismo estivo 2025, si attendono i dati dell’Osservatorio regionale del turismo pugliese a fine stagione.











