Non è un lunedì qualunque per Mattinata. Oggi, 4 agosto 2025, il comune garganico festeggia il 70° anniversario della sua autonomia: una data che ha segnato un passaggio storico per l’intera comunità, trasformando un sogno collettivo in una realtà amministrativa e identitaria.
Il 4 agosto 1955 il Consiglio di Stato deliberò il via libera alla costituzione del Comune autonomo di Mattinata. L’annuncio, recapitato via telegramma dall’allora presidente del Consiglio di Stato Raffaele Pio Petrilli, venne comunicato a Peppino Scirpoli, il primo sindaco della città. Poche parole, ma cariche di significato: “Roma locuta est”, Roma ha deciso. Da quel momento, l’intero paese si riversò in chiesa per un solenne Te Deum di ringraziamento, con le campane a festa su ordine di don Salvatore Prencipe.
La giornata odierna è stata dedicata al ricordo di tutte le personalità che hanno contribuito alla conquista dell’autonomia comunale. Oltre a Ciro Angelillis, che ideò la prima toponomastica cittadina, e Nicola Lilli, autore del bozzetto del gonfalone, vengono ricordati con riconoscenza don Salvatore Prencipe, Matteo Sansone (speziale e archeologo), il geometra Scirpoli, don Peppino Prencipe delle ACLI, il maestro Pasquale Ruggiero, Antonio Ciccone, reduce della Grande Guerra, l’agricoltore Antonio Prencipe e Biagio Fischetti, fanalista. Uomini e figure simboliche che hanno saputo credere nella costruzione di una comunità indipendente e coesa.
“È un giorno nel quale fare memoria di chi fortemente ha voluto che Mattinata diventasse Comune – si legge nel messaggio istituzionale –. Un giorno nel quale la consapevolezza e l’onore di sentirsi orgogliosamente mattinatesi possa rendere ognuno di noi persone migliori, responsabili, capaci di accompagnare percorsi virtuosi”.
L’augurio, oggi come allora, è che il motto “Lux Vera Illuminet” – mutuato dalla corona della patrona Santa Maria della Luce – possa continuare a guidare il cammino del paese, dentro e fuori i confini del Gargano, per tutti i mattinatesi in Italia e nel mondo. Un’identità solida, che continua a farsi storia viva.












