Sono 17 le edizioni del Festival Troia Teatro, nato 20 anni fa dalla creatività di un gruppo di giovanissimi appassionati di teatro, l’Unione Giovanile Troiana, tra cui figurava anche l’attuale sindaco della città del rosone, Francesco Caserta.
Il teatro è a Troia un mezzo di sperimentazione e di relazione con i residenti e con il pubblico tutto, ma resta ancora impresso il claim di qualche anno fa: “Tutta un’altra Troia“.
Sei i giorni di un festival, dal 4 al 9 agosto, interrotto da qualche anno, che nell’estate 2025 ritrova vigore con un concept di teatro in strada, diverso dal noto teatro di strada, e con l’apertura per una serata all’anteprima di Lucera, capitale della cultura della Regione Puglia.
“Abbiamo molto da dire e da raccontare con la nostra città” – ha spiegato il primo cittadino – “il mio è un legame storico con questa manifestazione. Nel 2005 collaborai con tanti amici alla prima edizione del Festival Troia Teatro e sono stato negli anni anche il direttore organizzativo. È un onore per me partecipare adesso da sindaco. La nostra amministrazione vuole dare di Troia un’immagine innovativa, vogliamo investire molto sulla cultura. Il Festival Troia Teatro è un contenitore di tante progettualità. Non abbandonerei mai quello slogan, così attrattivo e centrato: la nostra città cambia volto non perché si traveste, ma perché si trasforma in quello che è, con sensibilità particolari per l’arte e le arti performative che stimolano pensieri e relazioni. È uno di quei progetti rari nel panorama nazionale e soprattutto al Sud Italia. Gli artisti ci dicono che riescono a sperimentare l’arte con un pubblico diverso che non si trova in altre parti. La nostra scelta politica è rafforzare questa manifestazione e questo festival che è sempre più un festival di comunità. Vogliamo lavorare sulle persone e con le persone e non sulle cose e per le cose. Ancora una volta la città viene posta al centro”.
Alla presentazione ha partecipato anche Mariangela Battista, assessora alla Cultura di Lucera: “È uno degli eventi diversi del nostro cartellone, ci è piaciuto diffondere la cultura in maniera diversa dal solito. Il centro storico si trasformerà in un teatro a cielo aperto. Sono stata sempre affascinata dagli artisti di strada perché rappresentano una cultura inclusiva per Lucera Capitale della Cultura“.
Soddisfatto il direttore artistico Leonardo Maddalena: “Sono 20 anni di festival, siamo cresciuti noi ed è cresciuto il pubblico che si è formato. Abbiamo fatto un ulteriore passo in avanti, vogliamo dare il teatro nelle mani delle comunità. Dove c’è un teatro c’è un dialogo. Dietro il nostro pensiero non ci sono solo spettacoli, ma laboratori in cui si invita tutti a dialogare e a partecipare. Ci piace pensare a un artista come a un artigiano che tramanda saperi e conoscenza. Stiamo cercando di diluire il teatro nella comunità affinché diventi lo strumento di un dialogo”.
Tanti gli artisti che entreranno in relazione col pubblico. Dai Takabum Street Band, molto importanti, ai Morks e Baracca dei Buffoni, che creeranno un Circoletto, un laboratorio di circo.
“Ci sarà ancora la filosofia della formula a cappello: il festival è gratuito, ma se lo spettacolo piace invitiamo a dare un piccolo contributo”.
Netto Giuseppe Totaro, direttore organizzativo: “Siamo teatro di comunità da 20 anni, una città è bella quando sono i cittadini ad amare la città. Il festival non appartiene a noi ma a tutta la comunità. Ci sono dei professionisti che mettono a disposizione il loro tempo nei giorni del festival. Portare il teatro in piazza è un rischio: in piazza può accadere di tutto, gli artisti ne sono consapevoli, non si è protetti dalla scatola nera. Ma dopo tanti anni i bambini non corrono più: osservano, partecipano. Ci sono partner e sponsor che sono al nostro fianco da 20 anni”.
12 compagnie con oltre 50 artisti, 8 location a Troia e 5 a Lucera: numeri che raccontano l’impegno e la passione di una comunità intera.











