Importante pronuncia del Tribunale di Foggia in materia di usura bancaria. Un imprenditore edile della provincia è riuscito a ottenere la sospensione delle procedure esecutive immobiliari che lo vedevano coinvolto, dopo aver presentato istanza di accesso al Fondo di solidarietà per le vittime di usura ed estorsione.
La vicenda trae origine da una denuncia depositata presso la Procura della Repubblica nel novembre 2024, nella quale l’imprenditore segnalava interessi usurari su un mutuo ipotecario stipulato nel 2007. A supporto, una perizia tecnicaevidenziava il superamento dei tassi soglia in più momenti dell’ammortamento. A seguire l’iter è stato lo studio legale dell’avvocato Dario Nardone, con sede a Pescara, affiancato dall’avvocato Antonello Campanelli e dal dottor Marino Valentini, esperti in contenzioso bancario.
Il primo no del Tribunale e il richiamo alla Cassazione
Nel giugno scorso è stata inoltrata alla Prefettura di Bari la domanda di accesso al Fondo, con contestuale richiesta di sospensione delle esecuzioni immobiliari pendenti a Foggia. Nonostante il parere favorevole del procuratore della Repubblica di Bari, il Tribunale foggiano aveva inizialmente rigettato la richiesta, ritenendo che il mutuo in questione non fosse direttamente connesso alle esecuzioni in atto.
Contro questo primo diniego, lo studio Nardone ha presentato opposizione, richiamando una sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione del 2017, secondo cui il giudice dell’esecuzione non ha facoltà di entrare nel merito della sospensione concessa dalla Procura: il beneficio, infatti, va esteso a tutte le esecuzioni che coinvolgono la persona usurata.
La decisione finale: “Ora si può respirare”
Accogliendo la tesi difensiva, il Tribunale ha infine modificato la propria posizione, disponendo la sospensione immediata delle procedure, senza attendere l’udienza già fissata per il 4 novembre. “Una decisione da encomiare – ha commentato l’avvocato Nardone – che dimostra quanto sia fondamentale un’azione legale tempestiva e fondata sulla giurisprudenza consolidata”.
Per il costruttore foggiano si tratta di un primo spiraglio dopo anni di sofferenza economica: “Finalmente un respiro dopo una lunga apnea finanziaria, ma la vera battaglia – precisa il legale – è appena cominciata. La nostra azione nei confronti della banca e della cessionaria è solo all’inizio”.










