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Home - Camorra e clan garganici dietro gli incendi a Manfredonia? Ora l’Antimafia vuole vederci chiaro

Camorra e clan garganici dietro gli incendi a Manfredonia? Ora l’Antimafia vuole vederci chiaro

Dopo giorni di roghi spunta l’ombra delle mafie: il prefetto convoca il comitato per l’ordine pubblico. La Dda potrebbe aprire un fascicolo

Di Redazione
21 Luglio 2025
in Cronaca, Manfredonia
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La strategia dei roghi non è più un’ipotesi. È l’estrema sintesi che si delinea dopo oltre 72 ore di incendi nell’area del Golfo, tra l’oasi Lago Salso, la palude Frattarolo e la pineta di Siponto. Secondo quanto riferisce La Gazzetta del Mezzogiorno, la Direzione distrettuale antimafia di Bari potrebbe aprire un fascicolo d’inchiesta per accertare se dietro i recenti focolai ci sia una regia criminale, con coinvolgimenti di clan camorristici campani e della mafia garganica, come suggerirebbero anche rapporti d’intelligence della Guardia di Finanza.

Distrutti 800 ettari, cicogne in fuga e strutture incenerite

Le fiamme, partite dai canneti dell’oasi di Lago Salso, hanno devastato circa 800 ettari. Altri focolai hanno interessato Frattarolo, dove ieri si è registrato l’ennesimo tentativo di incendio, e la pineta costiera di Siponto, una riserva che si affaccia sulla riviera sud. Qui, le fiamme si sono propagate rapidamente, ma grazie al tempestivo intervento dei soccorritori – vigili del fuoco, ARIF e Protezione Civile – è stato evitato il peggio.

Secondo una nota ufficiale del Comune di Manfredonia, la situazione è sotto controllo. I due principali incendi sono stati messi in sicurezza e le operazioni di bonifica proseguono. È stata anche riaperta la ex provinciale 141, la strada che collega Manfredonia a Margherita di Savoia e Barletta, segno evidente del contenimento dell’allarme. Ma l’emergenza non è affatto finita.

Prefettura mobilitata: comitato convocato il 23 luglio

Il prefetto di Foggia Paolo Grieco ha convocato per mercoledì 23 luglio un comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico. Un solo punto all’ordine del giorno: gli incendi a Manfredonia. Un atto dovuto dopo una sequenza sospetta di incendi dolosi: il primo all’oasi Lago Salso con la distruzione di arredi e segnaletica; il secondo e il terzo in aree dove erano presenti ecoballe, stoccate abusivamente o già sotto sequestro, rispettivamente all’ex stabilimento Bagni Romagna e nella zona Pip.

La Marca: “È un disegno criminale, ma non ci piegheranno”

“Dopodomani ci sarà una riunione in Prefettura per fare il punto su quanto accaduto”, ha anticipato il sindaco Domenico La Marca, che ha parlato di “danni enormi” e di “cicogne che cercavano invano i nidi distrutti”. Poi l’appello: “Ora servono più uomini, più mezzi e un presidio stabile per evitare che certi atti si ripetano”.

Il primo cittadino è netto nel respingere ogni tentazione di fatalismo: “Non esiste il caso. Tutto fa parte di un disegno criminale. La nostra città non deve arrendersi, non deve avere paura. Quanto accaduto deve riportarci alla responsabilità. L’oasi Lago Salso non può morire qui”.

Fiamme anche al confine col Molise

Nella tarda serata di ieri, un altro vasto incendio ha interessato l’area tra Campomarino, in Molise, e il nord della Puglia. A bruciare sono stati Marina di Chieuti e la Pineta Longara, tra Lesina e Serracapriola. Anche in questo caso il pronto intervento delle squadre a terra e dei canadair ha evitato che il fuoco si propagasse ulteriormente, favorito dal vento che ha spinto il fumo verso il mare.

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Tags: CamorraDda BariDomenico La MarcaecoballeFrattarologarganoGazzetta del Mezzogiornoincendi dolosiLago SalsoMafia garganicaManfredonianaturaoasi naturalistichepiromaniPrefettura Foggiaroghisicurezza pubblicasiponto
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