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Home - Incendi in Puglia, bruciati oltre 2800 ettari in poco più di un mese: Foggia la provincia più colpita

Incendi in Puglia, bruciati oltre 2800 ettari in poco più di un mese: Foggia la provincia più colpita

Emergenza senza tregua: caldo, siccità e rifiuti abbandonati alimentano i roghi. Coldiretti lancia l’allarme e pubblica un vademecum per salvare l’estate e l’ambiente

Di Redazione
12 Luglio 2025
in Agricoltura, Puglia
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È un’estate nera per la Puglia, devastata da incendi che hanno già mandato in fumo 2829 ettari di territorio tra l’1 giugno e il 12 luglio 2025. A lanciare l’allarme è Coldiretti Puglia, che ha elaborato i dati del sistema EFFIS Copernicus e tracciato un quadro preoccupante, aggravato non solo da caldo e siccità, ma anche dal fenomeno sempre più diffuso dell’abbandono e della combustione dei rifiuti nelle campagne.

Foggia nella morsa del fuoco

La provincia più colpita è Foggia, con 1609 ettari andati in fumo, più della metà dell’intera superficie bruciata in Puglia. Seguono Lecce con 467 ettari, Taranto con 300, la BAT con 279 e Bari con 174. Un dato che racconta una fragilità ambientale diffusa, esacerbata da temperature elevate e condizioni climatiche estreme che durano ormai da mesi. Ma ciò che inquieta maggiormente è la complicità umana: roghi appiccati volontariamente, rifiuti abbandonati e inquinamento doloso trasformano le campagne pugliesi in polveriere pronte a esplodere.

Coldiretti denuncia che in provincia di Foggia i campi sono sotto attacco delle ecomafie, con rifiuti di ogni genere provenienti anche da altre regioni scaricati e poi incendiati. Ad Andria, nella BAT, gli oliveti vengono invasi da discariche abusive, mentre nel brindisino si moltiplicano le segnalazioni di scarichi notturni nei campi, con materiali pericolosi come copertoni ed Eternit.

Un vademecum per prevenire i disastri

Per far fronte all’emergenza, Coldiretti Puglia ha redatto un vademecum con regole pratiche da seguire per prevenire i roghi. Al primo posto il divieto assoluto di accendere fuochi non solo nei boschi, ma anche nelle aree coltivate o adiacenti. Dove è consentito, bisogna controllare costantemente la fiamma e assicurarsi, prima di andar via, che non restino braci né scintille attive.

Fondamentale è evitare comportamenti banali ma pericolosi: non gettare mozziconi o fiammiferi accesi, controllare la posizione della marmitta dell’auto per evitare contatti con erba secca, e non lasciare mai rifiuti nelle aree verdi, in particolare contenitori sotto pressione che, con il caldo, possono esplodere o incendiarsi.

In caso di incendio, Coldiretti invita a non agire in autonomia, ma a mantenere la calma, porsi a favore di vento e avvisare immediatamente le autorità competenti.

Sei incendi su dieci dolosi: serve l’aiuto dei cittadini

Secondo le stime dell’organizzazione agricola, sei incendi su dieci sarebbero di natura dolosa, spesso appiccati da piromani o gruppi criminali interessati alla distruzione dei boschi per speculazioni. Da qui l’appello alla collaborazione con la Forestale e le forze dell’ordine per segnalare ogni comportamento sospetto e aiutare nella prevenzione.

Danni economici e ambientali incalcolabili

I danni provocati dalle fiamme sono drammatici. Secondo Coldiretti, ci vorranno almeno 15 anni per ripristinare completamente le aree verdi distrutte. Ogni ettaro bruciato comporta oltre diecimila euro di perdite, tra costi immediati per spegnimento e bonifica, e danni a lungo termine sull’ecosistema e sull’economia locale.

Il messaggio è chiaro: senza prevenzione e responsabilità condivisa, il fuoco rischia di cancellare non solo paesaggi ma anche lavoro, cultura e futuro.

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Tags: AmbienteBariBatBrindisiColdirettiCopernicusEcomafieemergenza climaticaestate 2025FoggiaIncendi PugliaLeccepiromanirifiutiroghivademecum
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