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Home - Resort San Barbato: indagato Natale Curiello. Vicino alla Lega, a Cerignola è stato presidente del Consiglio

Resort San Barbato: indagato Natale Curiello. Vicino alla Lega, a Cerignola è stato presidente del Consiglio

È tra le 62 persone coinvolte. Per la procura partecipò a un sistema di fatture false e autoriciclaggio. Legato a esponenti del Carroccio, foto anche con Salvini e Vannacci

Di Francesco Pesante
10 Luglio 2025
in Cerignola e 5 Reali Siti, Inchieste
Natale Curiello con Salvini e Vannacci
Natale Curiello con i leghisti Claudio Durigon e Roberto Marti
Natale Curiello al San Barbato
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C’è anche il nome di Natale Curiello, 49 anni, ex presidente del Consiglio comunale di Cerignola durante l’amministrazione Giannatempo, tra gli indagati nella maxi inchiesta giudiziaria che ha colpito l’indotto legato al resort di lusso “Hotel San Barbato” di Lavello, di proprietà dell’imprenditore Antonio Liseno. Si tratta di un’indagine ampia, che coinvolge 62 persone, accusate a vario titolo di frode fiscale, riciclaggio, autoriciclaggio e emissione di fatture false.

L’ombra del denaro sporco dietro la costruzione del resort

Dai documenti dell’ordinanza, emerge un sistema fondato sull’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, che avrebbero consentito di evadere imposte e movimentare fondi di origine illecita per poi reinvestirli anche nell’ambito delle attività edilizie collegate al resort San Barbato.

Curiello, indicato come amministratore di fatto della Curimmobiliare s.r.l., avrebbe utilizzato la società – secondo la procura – per annotare in contabilità fatture false, emesse da altre ditte coinvolte come la “Global Market s.r.l.”, al solo scopo di abbattere l’imponibile fiscale. Così facendo, l’imposta sul valore aggiunto evasa ammonta a 21.317 euro, mentre l’evasione sull’imposta sul reddito è quantificata in 23.255 euro.

In un altro segmento dell’inchiesta, la Procura di Potenza contesta agli indagati – tra cui lo stesso Curiello – l’accusa di autoriciclaggio. Secondo gli inquirenti, sarebbero stati trasferiti oltre 78mila euro a una società “schermo” (Broker & Company S.r.l.) riconducibile a Pasquale Saracino, 50 anni, detto “Lino u Negr”, pluripregiudicato noto per gli assalti ai blindati, anche lui indagato e arrestato in questa stessa indagine. Curiello risulta essere cugino di Saracino. Questo passaggio dell’inchiesta coinvolge anche Sante Cartagena detto “Il vecchio”, 67 anni, nome storico della malavita cerignolana.

Liseno, Cartagena e Saracino

I soldi e le accuse

Secondo quanto ricostruito dalla magistratura, Mariagrazia Filomena Merra, ex amministratrice della “Shock Tutto Per Tutti S.r.l.s.” (poi divenuta “Global Market S.r.l.”), insieme a Angelo Finiguerra, amministratore di fatto della stessa società, e a Sonia Finiguerra, avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti per un totale di 121.816 euro, relative alla presunta cessione di materiale edile presso il cantiere del lussuoso resort.

Il denaro, sostengono gli inquirenti, sarebbe stato successivamente trasferito su conti correnti intestati alla “Broker & Company S.r.l.”, controllata da Saracino e Cartagena.

Ma il denaro, prima di essere movimentato, sarebbe transitato anche attraverso la Curimmobiliare S.r.l., con sede a Cerignola, rappresentata da Natale Curiello in qualità di amministratore di fatto, e da Vincenzo Curriello (anch’egli indagato, fratello di Natale) quale amministratore di diritto. Entrambi – stando alla ricostruzione investigativa – avrebbero procacciato la provvista necessaria alla società “Shock Tutto Per Tutti” per effettuare il bonifico sospetto da 78.350 euro.

Il meccanismo, secondo gli inquirenti, configurerebbe reati di autoriciclaggio e impiego di proventi illeciti, aggravati dalla volontà di ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa del denaro, legato a un sistema di fatture false e movimentazioni opache.

L’episodio contestato risale al settembre 2019 e rappresenta uno dei passaggi chiave nell’ipotesi accusatoria che riguarda l’indotto economico del San Barbato Resort, una struttura extra-lusso al centro di un’ampia inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Potenza.

Da “Pegaso” alla nuova inchiesta 

Il nome di Natale Curiello non è nuovo alle cronache giudiziarie. Nel 2013 finì ai domiciliari nell’operazione “Pegaso”, che portò alla luce un giro di furti e riciclaggio d’auto. Dopo quell’inchiesta si dimise dalla carica di presidente del Consiglio ma venne rieletto poco tempo dopo. Per lui arrivò una condanna definitiva nel 2016 per favoreggiamento personale. Oggi ritorna al centro dell’attenzione investigativa, con un ruolo che secondo gli inquirenti si sarebbe concretizzato nella costruzione del San Barbato Resort, dove avrebbe contribuito a movimentare denaro di provenienza illecita.

I legami con la Lega: foto, cene e selfie con Salvini e Vannacci

Nonostante il suo passato giudiziario, Natale Curiello compare frequentemente sui social accanto ai vertici della Lega. Immagini lo ritraggono in cene e incontri con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, leader del partito, e con l’europarlamentare Roberto Vannacci. Oltre a loro anche altri esponenti di peso del partito, da Roberto Marti a Claudio Durigon. Gli scatti con loro e altri dirigenti regionali e provinciali del Carroccio circolano da tempo online, suscitando domande su prossimità politica e opportunità pubbliche. Tra le foto anche una di Curiello che posa all’interno del resort San Barbato. A maggio scorso scrisse: “Ritornare dopo anni in un posto che hai contribuito a trasformare e realizzare... mbé, suscita tante emozioni!!!”.

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Tags: Antonio LisenoautoriciclaggioCerignolaCurimmobiliarefatture falseinchiestaLavelloLegaMatteo SalviniNatale CurielloProcura PotenzaRoberto VannacciSan Barbato ResortSaracino Pasquale
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