Parole durissime quelle che arrivano dal movimento civico Città Protagonista, che in un comunicato affonda il colpo sull’amministrazione guidata da Domenico La Marca, sindaco di Manfredonia da poco più di un anno. Al centro della protesta l’aumento della TARI 2025, considerato ingiustificato e scaricato interamente sui cittadini, senza fornire risposte né spiegazioni concrete.
“Volevate condividere i desideri della città – si legge nella nota – e oggi ci troviamo a inseguire difficoltà quotidiane, mentre i desideri sono stati dimenticati. Il sindaco, chiuso a ogni confronto, si rifugia nello slogan: ‘Le bollette le dovete pagare’”.
Una frase che ha fatto infuriare molti, soprattutto perché accompagnata – secondo il movimento – da accuse gravi e confuse rivolte all’ASE, la partecipata comunale che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. “Si parla di costi gonfiati, di consulenze esorbitanti, di 12 milioni e 800mila euro spesi – attacca Città Protagonista – ma non è stata fornita una sola prova concreta. E intanto i cittadini devono pagare senza capire il perché”.
Consiglio comunale nel mirino: “Snaturato e dominato dal silenzio”
Nel mirino anche il Consiglio comunale, definito “svuotato della sua funzione democratica”, con un presidente “di parte” e una maggioranza “sottomessa ai giochi di potere dei soliti noti”.
Durante l’ultima seduta consiliare, l’intervento del sindaco La Marca è stato giudicato dai civici “confuso, pieno di aforismi e metafore fuori luogo”, tra cui la frase pronunciata in aula: “Se volete sapere cos’è la felicità, guardate i bambini giocare”. Un riferimento che ha fatto storcere il naso a più di uno, ritenuto “fuori contesto e inadeguato rispetto alla gravità della situazione”.
“Promesse al vento, zero partecipazione”
Il movimento ricorda con tono amaro le promesse della campagna elettorale: patti di partecipazione, cantieri per la democrazia, ascolto della città, tutte rimaste, a loro dire, lettera morta. “Il programma parlava di trasformare le idee dei cittadini in strumenti amministrativi. Oggi non c’è nulla di tutto questo. Il confronto è assente, la città è sola”.
Da qui la richiesta urgente di attivare uno sportello informativo per i cittadini, ma anche un tavolo tecnico-istituzionale aperto e condiviso che chiarisca responsabilità e trovi soluzioni. “Non insultate l’intelligenza dei foggiani. Se davvero credete nella partecipazione, allora è tempo di dimostrarlo”.
Il comunicato si chiude con un invito accorato, ma severo: “Non permettete che una città intera venga affondata dal buio amministrativo”.












