“Le aree interne non sono abbandonate al loro destino”. Lo ribadisce con forza Nicola Gatta, sindaco di Candela e responsabile unico del Contratto Istituzionale di Sviluppo (Cis) Capitanata, intervenendo nel vivo della polemica nazionale sul Piano Strategico delle Aree Interne, varato per la prima volta dal Governo con il coinvolgimento diretto di Regioni, Province e Comuni.
Le dichiarazioni di Gatta arrivano in risposta alle critiche sollevate soprattutto da esponenti del centrosinistra e da alcuni sindaci aderenti all’Anci, i quali hanno definito il piano una sorta di “resa” di fronte allo spopolamento dei piccoli centri.
“Strumentalizzazioni politiche, il piano è una svolta”
Gatta parla chiaro: le frasi incriminate, che hanno acceso lo scontro mediatico, non sono attribuibili al Governo, ma derivano da un’analisi demografica allegata al piano e firmata dal professore Alessandro Rosina, docente di Demografia e Statistica sociale all’Università Cattolica di Milano. Uno studio che descrive oggettivamente lo scenario attuale dei piccoli comuni italiani, evidenziando anche situazioni “irreversibili” di declino demografico. Ma, sottolinea Gatta, “non rappresentano la volontà dell’Esecutivo di abbandonare questi territori”.
Anzi, per il primo cittadino di Candela, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni sta “correggendo gli errori delle vecchie programmazioni”, imputando ai precedenti governi di centrosinistra la responsabilità delle inefficaci politiche territoriali adottate fino ad oggi.
“Ora tocca a noi: infrastrutture, giovani, servizi digitali”
Nel suo intervento, Gatta richiama alla responsabilità i sindaci del territorio: “È il momento di agire con coraggio e lungimiranza, abbandonando la propaganda”. Il Piano – prosegue – rappresenta una “cornice normativa nazionale” che dovrà essere declinata a livello regionale, offrendo ai territori la possibilità di invertire la rotta dello spopolamento e della marginalizzazione.
Tra le azioni concrete, Gatta cita l’introduzione della ZES Unica (Zona Economica Speciale Unica), che estende i benefici anche alle zone industriali interne, e sottolinea la necessità di concentrare gli investimenti su servizi per le comunità, in particolare per i giovani: “Bisogna offrire speranza, opportunità, nuove infrastrutture materiali e digitali, come la telemedicina”.
“Basta propaganda, trasformiamo la sfida in opportunità”
Per Gatta, questo è il tempo della concretezza: “Il Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne è un’occasione storica per rivitalizzare i nostri territori. Sta a noi sindaci – conclude – trasformare le sfide in opportunità reali, senza lasciarci travolgere da polemiche sterili e interessi politici di parte”.










