Non ci sono pareti, né fornelli, né luci artificiali. Solo legna che arde, carne che sfrigola sulle pietre roventi e il bosco che respira intorno. È qui, nel cuore della Foresta Umbra, tra le faggete vetuste patrimonio UNESCO, che prende forma “La Grigliata Primitiva”, il nuovo progetto culinario ideato dal talentuoso chef Libero Ratti, in collaborazione con la direttrice Zlatusik Vilshuk, donna cresciuta tra i boschi siberiani e ora anima discreta dell’Elda Hotel.
Più che un ristorante, è un rito. Una cena nel ventre della natura, dove il fuoco è unico protagonista e la cucina torna a essere gesto primordiale. Niente gas, elettricità o tecnologia: tutto si cuoce sulla brace viva, secondo ritmi antichi e con tecniche di cottura tramandate da secoli. Con Ratti, i cuochi Daniele Tavaglione e Alex Sisi compongono una brigata che ha scelto di abbandonare il comfort della cucina convenzionale per abbracciare il linguaggio elementare della terra.
Cibo ancestrale e fuoco vivo
“Il fuoco è il primo ingrediente della cucina umana. Ogni scintilla racconta una storia che viene da lontano. La mia missione è ridarle voce,” racconta Libero Ratti, tra i più interessanti interpreti di una cucina senza artifici. Sotto le fronde secolari, i piatti si succedono come in un rito: carni marinate con erbe spontanee, radici affumicate, formaggi fumicati naturalmente, pane cotto sotto la cenere. Tutto cambia ad ogni appuntamento, seguendo ciò che la natura offre e ciò che la creatività dello chef suggerisce.
A fare da sala, ceppi di legno e tavoli grezzi disposti tra alberi, pietre e silenzi profondi. Nessun indirizzo ufficiale viene comunicato: si accede solo su prenotazione, con il luogo esatto rivelato agli ospiti confermati, nel rispetto dell’ecosistema fragile che circonda l’esperienza.
Un’esperienza immersiva e limitata
“La Grigliata Primitiva” è anche un progetto di educazione sensoriale: qui il tempo si dilata, i sapori si intensificano e il contatto con la natura diventa parte integrante del pasto. Ogni evento è a numero chiuso e si svolge all’interno di un’area privata dell’Elda Hotel, struttura già nota per l’accoglienza raffinata e attenta alla sostenibilità.
In un Gargano che si riscopre selvatico e contemporaneo, questa esperienza si impone come una delle proposte gastronomiche più radicali e coinvolgenti dell’estate 2025. Un ritorno all’origine, dove il cibo non si consuma: si celebra.













