L’estate è appena cominciata, ma sull’Italia grava già un caldo rovente che potrebbe proiettare giugno 2025 tra i mesi più caldi della storia. Secondo quanto riportato da la Repubblica, Bernardo Gozzini, direttore del Lamma (il Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale di Regione Toscana e Cnr), non ha dubbi: “Non siamo neanche a fine giugno e già registriamo 7-8 gradi sopra la media in quasi tutta la penisola”.
In una Firenze già investita dal bollino rosso, Gozzini parla senza mezzi termini: il mese in corso potrebbe contendere al 2022 e al famigerato 2003 il podio delle estati più torride mai registrate in Italia. “Salire sul podio ormai è diventata la norma. Le estati fresche sono un ricordo del passato”.
Il 2003 come monito, ma il 2025 potrebbe superarlo
Nel 2003, ricorda Gozzini, l’Istituto Superiore di Sanità stimò in oltre 2.200 i decessi legati alle alte temperature, soprattutto tra gli anziani. Allora come oggi, il caldo anomalo era arrivato molto presto: già a metà giugno i termometri avevano superato di 4-5 gradi le medie stagionali.
Questa volta, la situazione potrebbe peggiorare nei prossimi giorni: le previsioni indicano picchi fino a 37-38 gradi, con il caldo che raggiungerà il culmine nel fine settimana e nei primi giorni della prossima. Solo tra martedì e mercoledì si intravedono segnali di instabilità su Alpi e Appennino settentrionale, ma senza reali cali termici nel Centro-Sud.
Mediterraneo bollente e temporali violenti
Tra i fattori che rendono l’Italia ancora più vulnerabile rispetto ad altri Paesi europei c’è il Mediterraneo, che da “cuscinetto termico” si è trasformato in un amplificatore di calore. “Le acque attorno alle Baleari registrano 4-5 gradi in più rispetto alla norma, valori che un tempo si vedevano solo ad agosto. Ma siamo solo all’inizio dell’estate”, spiega Gozzini, sottolineando il rischio di vivere “tre mesi sopra i 35 gradi”.
Con questo caldo, anche i temporali diventano più pericolosi: l’aria calda al suolo e le infiltrazioni di aria fredda in quota possono generare fenomeni violenti, con nubifragi e grandinate improvvise. “Una goccia fredda, in queste condizioni, è una miccia accesa”, avverte il climatologo.
Il monsone africano spinge il caldo verso l’Europa
Tra i motori del clima estremo c’è anche il monsone africano, una vasta corrente d’aria che soffia dal Golfo di Guineaverso nord. In un’estate come quella del 2025, questa corrente risulta particolarmente forte, spingendo verso l’Europa le alte pressioni africane e, con esse, le ondate di calore provenienti da Algeria e Marocco.
“Dal punto di vista meteorologico – spiega Gozzini – è come se l’equatore si spostasse verso di noi”. Risultato: Spagna, Italia e Balcani diventano la nuova “tropical belt” del continente. E con la circolazione atmosferica sempre più spinta verso nord, prepariamoci a nuove ondate di calore nei prossimi mesi.
Un’estate senza tregua?
Se gli scenari confermati finora troveranno riscontro anche nelle prossime settimane, il 2025 si candida a diventare l’estate dei record, non solo per il caldo ma per la sua durata e intensità. E mentre in altri Paesi – dagli Stati Uniti alla Cina – si ricorre a “isole di refrigerio” per proteggere la popolazione più vulnerabile, in Italia si guarda con preoccupazione al futuro.
“Il caldo di oggi – conclude Gozzini – non è più un’eccezione. È la nuova normalità”. E con il clima che cambia più in fretta della nostra capacità di adattamento, affrontare l’estate non è più solo una questione di leggerezza, ma una vera e propria emergenza da gestire con serietà e lungimiranza.













