Dopo otto anni di impegno gratuito e appassionato, Fabrizio Gifuni lascia il progetto teatrale “PrimaVera al Garibaldi”di Lucera. Lo fa con una lunga e sofferta lettera, inviata lo scorso 16 giugno ai vertici del Comune e della Regione, e firmata con la curatrice organizzativa Natalia Di Iorio. Nelle sue parole, un bilancio amaro ma lucido di un’esperienza culturale che ha portato al Teatro Garibaldi e all’Anfiteatro Augusteo decine di spettacoli e nomi di rilievo nazionale e internazionale.
“Abbiamo fatto tanto, ma ora basta”
“È arrivato purtroppo il momento di mettere un punto, dolorosamente finale», scrive Gifuni nella sua lettera, rivendicando l’entusiasmo, la professionalità e l’impegno messi a disposizione della città “a titolo completamente gratuito”, caso definito “forse unico nella prassi culturale italiana”. La decisione di interrompere il progetto è definita irrevocabile, a causa della perdita delle “condizioni minime – organizzative e di rispetto – per poter proseguire”.
Senza risposte dalle istituzioni
Al centro della rottura, la gestione del calendario eventi legato a “Lucera Capitale regionale della Cultura 2025”. Gifuni e Di Iorio, pur non coinvolti nella stesura del programma nonostante il ruolo nel Comitato Tecnico-Scientifico, hanno chiesto per mesi un confronto per evitare sovrapposizioni. Ma il silenzio è stato totale: nemmeno dopo due mail ultimative e un tentativo telefonico a inizio giugno è arrivata una risposta concreta. Solo il 5 giugno, su sollecitazione, è stato trasmesso un calendario da cui si evinceva “l’impossibilità di attuare l’intero programma”.
“Inspiegabile mancanza di rispetto”
Gifuni non nasconde la delusione: “Ci siamo trovati a parlare lingue diverse”. E ancora: “Non si è mai compreso il valore di un progetto libero e non asservito a logiche di scambio”. La rassegna 2025, con spettacoli già concordati, è stata cancellata. Gli artisti sono stati avvisati uno a uno. “Mai avremmo voluto arrivare a questo – scrivono – ma dopo l’ennesima umiliazione, non restavano alternative”.
“Un regalo che non è stato capito”
Nel testo, l’attore ripercorre gli anni di lavoro, tra successi e difficoltà. Non mancano stoccate dirette a chi “per opinabili meriti” ha occupato incarichi pubblici ostacolando il progetto. E un riferimento personale: “Mi sono speso per la candidatura di Lucera a Capitale Italiana della Cultura 2026, anche nella decisiva audizione ministeriale di marzo 2024”.
“Resta la gioia, nonostante tutto”
Gifuni chiude con un tono affettuoso verso la città: “Resta la soddisfazione di aver fatto tanto, la storia di due edifici tornati a brillare, il ricordo di circa cinquanta spettacoli e centinaia di artisti che senza “PrimaVera” mai sarebbero arrivati a Lucera”. Un grazie caloroso a Natalia Di Iorio e a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile il progetto.
Una pagina importante per la cultura lucerina si chiude. Tra amarezza e orgoglio.












