A Foggia si torna ad uccidere, forse ancora per droga, come durante l’escalation criminale del 2022. Stavolta la vittima è Giovanni Mastropasqua detto “Gigi”, sette figli, professione fruttivendolo. L’uomo avrebbe compiuto 51 anni il prossimo 18 luglio, ma qualcuno lo ha ucciso ieri mattina nella sua Smart rossa tra via Arpaia e via Zuretti. Probabilmente il killer – un sospettato è stato fermato nelle scorse ore – era seduto lato passeggero quando ha estratto la pistola sparando al collo della vittima. Per “Gigi”, che aveva un bancone ambulante tra viale Virgilio e via Gramsci, non c’è stato nulla da fare. A dare l’allarme alcuni passanti che avevano notato il corpo reclinato nell’abitacolo: in un primo momento si è pensato a un malore, poi la macabra scoperta.
Il nome di Mastropasqua era noto alle forze dell’ordine, soprattutto in passato. Era stato coinvolto nel blitz Andromeda del 2010 condotto dalla squadra mobile e nell’operazione White Bridge dei carabinieri del 2012, entrambe contro lo spaccio di droga. Dopo quell’ultimo episodio, però, da tredici anni nessun altro guaio giudiziario. Nessun contatto recente con ambienti criminali, nessuna segnalazione, nessun allarme.
Il delitto di Mastropasqua è il primo omicidio dell’anno a Foggia e il terzo in provincia. I carabinieri insieme alla procura di Foggia stanno acquisendo le immagini delle numerose telecamere presenti nella zona, pubbliche e private. L’area è infatti costellata di occhi elettronici che potrebbero aver ripreso movimenti sospetti, l’arrivo dell’aggressore o un eventuale complice.

Le indagini, al momento, sembrano escludere un coinvolgimento dei clan locali. Nessun collegamento evidente con le faide criminali, nessuna intimidazione nota, né avvertimenti precedenti. Chi ha sparato ha agito con precisione, ma non è ancora chiaro se conoscesse la vittima o se l’omicidio sia scaturito da ragioni personali, economiche o da vecchie ruggini.
Restano quindi aperti tutti gli scenari: vendetta privata, lite degenerata, regolamento di conti lontano dal circuito mafioso o una storia di debiti non saldati, quest’ultima sarebbe la pista più calda. Ma l’assenza di elementi diretti al momento impedisce di dare un nome e un volto all’autore del delitto. Saranno le prossime ore, con l’analisi dei filmati e degli esami medico-legali, a fornire elementi utili agli investigatori.
L’omicidio sembra richiamare l’escalation criminale del 2022 legata proprio al mondo della droga. All’epoca, però, le vittime erano notoriamente vicine alla mafia. Tre anni fa vennero ammazzati Roberto Russo detto “il Colombiano”, Alessandro Scrocco, Alessandro Scopece detto “Cinghiale” e Agostino Corvino, anche lui fruttivendolo, cognato di Russo, mentre proprio alla fine del 2021 venne freddato sull’uscio di casa sua Pietro Russo. La droga il presunto filo conduttore di quegli omicidi, tutti ancora irrisolti.
Ma stando a quanto trapela in queste ore, l’omicidio di Mastropasqua non sarebbe legato alla criminalità organizzata. Le indagini proseguono.








