Non ci sono particolari scosse, almeno in modo evidente ed ufficiale, nel campo largo progressista della sindaca Maria Aida Episcopo a seguito della sentenza civile di primo grado che ha condannato il Comune di Foggia al pagamento di 27 milioni di euro nella vicenda del fallimento dell’azienda di nettezza urbana e smaltimento di rifiuti Amica SpA.
Davide Emanuele assessore al Bilancio appare abbastanza sereno. Il ricorso in Appello dà un respiro di circa altri due anni.
“Gli uffici e gli avvocati dell’amministrazione stanno valutando i prossimi passi e l’impugnazione – spiega ai microfoni de l’Immediato – ci troviamo di fronte ad una sentenza di primo grado, dobbiamo attendere, la trafila giurisdizionale sarà ancora lunga”.
Perché non si è dato vita alla transazione voluta da parte della coalizione? Il primo degli eletti è netto. “Le transazioni si fanno in due, noi abbiamo provato in questi mesi ad interloquire con la curatela e il giudice delegato ma non si è trovata la quadra. Nei prossimi livelli di giudizio continueremo a coltivare una possibilità transattiva”.
Quei 27 milioni non sono l’ammontare reale dei debiti insoluti di Amica. Si tratta di una somma incongrua e su questo potrebbe fondarsi l’appello dell’avvocatura.
“Andiamo su una questione particolarmente tecnica, la controversia riguardava una parte extra contrattuale. È una questione che non ha particolari precedenti giudiziari. I 27 milioni non rappresentano soltanto la massa creditoria”.









