Altro che “sapore di sale, sapore di mare”. Per i vacanzieri in partenza verso la Puglia, l’estate 2025 ha soprattutto il sapore amaro del caroprezzi. A lanciare l’allarme sono le associazioni dei consumatori, Assoutenti e Codacons, che parlano di tariffe da capogiro e di una villeggiatura sempre più proibitiva per le famiglie italiane.
Secondo l’ultima indagine di Assoutenti, la Puglia si conferma tra le regioni più care d’Italia sul fronte dell’accoglienza turistica. Per una settimana a cavallo di Ferragosto in un hotel tre stelle a Gallipoli o Otranto, una famiglia con due figli deve mettere in conto una spesa di almeno 1.700 euro. Solo alcune località toscane, campane e sarde superano queste cifre, ma il tacco d’Italia batte perfino la Liguria (Rapallo 1.610 euro) e il Veneto (Jesolo e Caorle, intorno ai 1.500 euro).
I lidi del Salento tra i più costosi
Il caro-vacanze non riguarda solo gli hotel. Anche sul fronte dei lidi balneari, la Puglia guadagna il podio. Come ogni anno, il Codacons ha stilato la classifica dei lidi più costosi della Penisola e Gallipoli si distingue per il prezzo medio giornaliero più alto del Mezzogiorno: 90 euro al giorno per un ombrellone e due lettini nel weekend, contro una media nazionale compresa tra i 32 e i 35 euro. Solo alcune località esclusive della Sardegna superano questa soglia, toccando i 120 euro.
Ferragosto addio: famiglie sempre più in fuga da luglio e agosto
Complice il boom di presenze straniere e la ripresa del turismo, molti operatori del settore — denuncia il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso — hanno alzato i prezzi in modo ingiustificato, senza legami reali con inflazione o caro-energia. Il risultato? Sempre più famiglie italiane rinunciano alle ferie lunghe di agosto e si spostano su giugno o settembre, alla ricerca di tariffe più accessibili.
A livello nazionale, le località più costose restano le spiagge sarde (San Teodoro, Baja Sardinia e Golfo Aranci sfondano i 3.000 euro a settimana per una famiglia tipo), seguite da Amalfi, Sorrento, Cefalù e Marina di Pietrasanta. Ma anche alcune mete pugliesi si avvicinano sempre più a queste soglie, pur senza rientrare nel novero delle “destinazioni vip”.
Prezzi fermi per pochi, lusso per pochi
Il Codacons rileva che i prezzi medi degli stabilimenti “standard” sono rimasti stabili rispetto al 2024, ma con fortissime disparità territoriali. E se si passa al mondo dei lidi di lusso, le cifre diventano astronomiche: 1.500 euro al giorno per la tenda top del Twiga in Versilia, 560 euro per la prima fila all’Augustus Hotel di Forte dei Marmi, 550 euro per un letto da spiaggia al Nikki Beach Costa Smeralda.
Estate 2025: salata come non mai
Il quadro tracciato da Assoutenti e Codacons conferma che la vacanza estiva in Italia sta diventando sempre più un privilegio per pochi, e che la Puglia, nonostante il richiamo culturale e naturalistico, non è più una destinazione “accessibile” come una volta. I rincari rischiano di frenare il turismo interno e di accentuare il divario tra chi può permettersi il mare e chi è costretto a rinunciarvi.













