È foggiano il vincitore del Primo premio per la poesia edita al prestigioso Concorso nazionale “Il Sentiero dell’Anima”, giunto quest’anno alla sua ventunesima edizione. Si tratta di Adolfo Nicola Abate, scrittore e poeta, attualmente vicepresidente del Coordinamento delle associazioni e dei cittadini per la rinascita di Foggia. A dargli il riconoscimento è stata la sua ultima opera, la silloge “Inconcluse Meditazioni”, edita da Edizioni del Rosone.
La cerimonia tra natura e letteratura
La cerimonia di premiazione si è svolta domenica 25 maggio, in uno scenario suggestivo: la tenuta della famiglia Pirro, nel territorio adiacente alla Dolina Pozzatina, tra San Marco in Lamis e Sannicandro Garganico. È lì che si snoda il sentiero naturalistico e letterario cui il concorso si ispira e che da anni rappresenta un unicum nel panorama culturale pugliese.
A sostenere il concorso anche la Fondazione dei Monti Uniti, la Fondazione Pasquale e Angelo Soccio, la Città di Sannicandro Garganico e l’associazione “Per il Meglio della Puglia”.
Le motivazioni della giuria
A illustrare le ragioni del riconoscimento è stata la presidente di giuria, Pina Cutolo, che ha descritto l’opera di Abate come una raccolta capace di attraversare poesia civica, elegiaca ed epica, toccando temi universali come dolore, guerra, fede, tradimento, nostalgia e passione.
“Dalla profonda e sofferta constatazione della tragicità del nostro presente – ha spiegato Cutolo – emerge la consapevolezza di un poeta disilluso ma ancora animato da una speranza di riscatto. Con uno stile sobrio e colloquiale di rara efficacia, Abate ci restituisce suggestioni inedite e desideri intimi di ‘scavalcare muri e recinzioni’, come solo i poeti naviganti sanno fare”.
Un orgoglio per il territorio
Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente del Coordinamento, Walter Antonio Mancini, che in una nota ufficiale ha commentato: “Sono fiero che a livello nazionale ci sia il riconoscimento e la valorizzazione di talenti del nostro territorio che contribuiscono, in positivo, alla rinascita della città di Foggia”.
La poesia, ancora una volta, diventa ponte tra radici e futuro. E in questo caso, anche veicolo di riscatto per un’intera comunità.











