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Home - Foggia: il campo di San Ciro, culla dimenticata di Zemanlandia

Foggia: il campo di San Ciro, culla dimenticata di Zemanlandia

Tra le erbacce, i ricordi di un’epoca d’oro: la denuncia di Maurizio Marrese del WWF Foggia

Di Redazione
2 Giugno 2025
in Ambiente, Foggia
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Una distesa d’erba incolta, una porta arrugginita ormai quasi scomparsa tra i rovi. È l’attuale stato del campo di calcio della chiesa di San Ciro a Foggia, storico spiazzo che fu teatro degli allenamenti del leggendario Foggia di Zdeněk Zeman, negli anni d’oro di quella che sarebbe diventata famosa come “Zemanlandia”.

A rilanciare la memoria di questo luogo dimenticato è stato Maurizio Marrese, attivista del WWF Foggia, che sui social ha condiviso una foto eloquente e un post carico di nostalgia: “Un semplice spiazzo, ma quanti campioni ha visto correre su quel campo…”. E in effetti, in quello spazio oggi in degrado, passarono fuoriclasse come Signori, Baiano, Rambaudi, Shalimov, Petrescu, Mancini, Kolivanov, e in anni più recenti anche Stroppa, Roy, Chamot, Di Biagio, Seno.

Quel campo, incastonato a pochi passi dallo stadio Zaccheria, rappresentava per tanti ragazzi foggiani il sogno a portata di mano. “Noi ragazzini eravamo incollati alla rete, incantati”, ricorda Marrese. E non era raro imbattersi nello stesso Zeman, con la sigaretta accesa e lo sguardo tagliente, intento a dirigere allenamenti senza fronzoli ma carichi di intensità e genialità tattica. “Ciccio, o passi o tiri!”, gridava spesso al piccolo Baiano, simbolo di quel calcio spettacolare.

Oggi però, il campo di San Ciro è abbandonato. L’erba alta e le recinzioni fatiscenti hanno preso il posto di dribbling e magie. Quel rettangolo verde, che ha fatto sognare intere generazioni e che ha accolto la nascita di un modo nuovo di fare calcio, rischia di essere cancellato dall’indifferenza.

“La storia che si è scritta su quel terreno merita rispetto – spiega Marrese –. È un patrimonio della città, non solo sportivo ma anche culturale. È dovere di tutti ricordarlo e, se possibile, restituirgli dignità”.

Il post ha suscitato emozione e riflessione. Perché San Ciro non è solo un campo di periferia. È uno dei luoghi simbolo di un’identità collettiva, di una Foggia che fu centro d’innovazione calcistica e che oggi, tra memoria e degrado, prova a non dimenticare i suoi eroi.

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Tags: FoggiaSan Ciro
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