3494 voti contro 2695. 799 voti separano ad Orta Nova il civico Domenico Di Vito dal suo competitor Gerardo Tarantino, candidato sindaco di una coalizione di centrodestra, da sempre identificato con la destra storica ex An della città dei Cinque Reali Siti, tatarelliana e ora meloniana.
Sulla carta la vittoria di Di Vito, candidato giovane e homo novus, al ballottaggio apparirebbe scontata se anche ad Orta Nova come a Genova e nel resto d’Italia non vi fossero veti per una alleanza di campo largo.
Le prossime regionali però, che vedranno candidati tutti i maggiorenti di PD e CON, potrebbero intralciare questa strada se è vero che il padre nobile politico di Di Vito, Antonio Di Carlo, potrebbe essere candidato in ticket nel “listone” di Antonio Decaro con Graziamaria Starace a comporre così il team di Giuseppe Nobiletti per Bari.
Niente è scontato soprattutto se si considera che entrambi gli altri due candidati sindaci – la dem Angela Fazi che ha raggiunto 1540 consensi pari al 17,78 per cento e l’emilianista Nicola Di Stasio fermo a 933 voti pari al 10,77 per cento – incontreranno sia Di Vito sia Tarantino.
Nelle prossime ore si terranno le riunioni e le interlocuzioni per tentare di strappare un accordo, se non con i frontman delle diverse coalizioni civiche almeno con le loro liste di appoggio.
Stando ai rumors, Di Stasio non dovrebbe chiedere postazioni di governo o sottogoverno. Né la presidenza del Consiglio né un assessorato. Angela Fazi potrebbe pretendere un apparentamento tecnico per far slittare altri suoi eletti. Una soluzione questa che parrebbe non gradita a Di Vito. Aperto al dialogo invece Tarantino che rincorre e avrebbe la necessità di trovare un accordo.











