Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica PAIN ha svelato nuovi meccanismi alla base del dolore neuropatico, aprendo la strada a potenziali terapie innovative. La ricerca è stata condotta dal Laboratorio di Neurofarmacologia e dal Laboratorio di Neurobiologia Cellulare e Molecolare dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), in collaborazione con il Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia dell’Università Sapienza di Roma. Il focus dello studio è stato sulle reti perineuronali (PNN), strutture extracellulari che avvolgono specifici neuroni regolando la loro attività.
Riconoscimento internazionale e approfondimento editoriale
L’importanza di questa scoperta è stata sottolineata dalla stessa redazione della rivista PAIN, che ha deciso di accompagnare lo studio con un Commentary article, una forma editoriale riservata a ricerche di particolare originalità e impatto nella comunità scientifica. Lo studio ha guadagnato anche la copertina del numero di maggio 2025 (Volume 166, numero 5) della rivista, con un’immagine firmata dalla prima autrice, Giada Mascio, realizzata durante le attività sperimentali.
Le parole della ricercatrice
“Abbiamo scoperto – afferma Giada Mascio, prima firmataria dello studio – che l’aumento della densità delle reti perineuronali in alcune regioni chiave del cervello è direttamente collegato alla sensibilizzazione al dolore nei modelli murini di neuropatia, e che il progressivo incremento di queste strutture nel circuito talamocorticale stabilizza meccanismi maladattativi che portano a processi disfunzionali sensoriali e, di conseguenza, alla persistenza del dolore. Modificando queste strutture, ad esempio attraverso enzimi degradanti, siamo riusciti a migliorare le soglie del dolore, suggerendo un nuovo approccio per trattare condizioni croniche difficili da gestire”.
Un nuovo approccio ai circuiti del dolore
L’indagine si è concentrata in particolare sui circuiti neuronali della corteccia somatosensoriale e dei nuclei reticolari del talamo, aree centrali nella percezione e modulazione del dolore. “Questi circuiti – aggiunge Mascio – rappresentano veri e propri snodi chiave nel controllo del dolore, e intervenire su di essi può fare la differenza. Nel dolore cronico, la rimozione delle reti perineuronali potrebbe riattivare uno stato di plasticità simil-giovanile e l’inibizione della plasticità potrebbe ridurre lo sviluppo del dolore”.
I commenti degli esperti
“Questo lavoro – dichiara Ferdinando Nicoletti, responsabile del Laboratorio di Neurofarmacologia del Neuromed e professore ordinario di Farmacologia all’Università Sapienza – dimostra quanto sia cruciale il ruolo delle reti perineuronali nella regolazione delle reti nervose e nella plasticità neuronale. Queste scoperte non solo ampliano la nostra comprensione dei meccanismi del dolore, ma aprono nuove possibilità per lo sviluppo di trattamenti mirati e personalizzati. Intervenire sulla matrice extracellulare rappresenta infatti una sfida scientifica molto promettente, con potenziali applicazioni in numerose condizioni patologiche”.
Anche Valeria Bruno, del Laboratorio di Neurobiologia Cellulare e Molecolare del Neuromed e professoressa ordinaria di Farmacologia all’Università Sapienza, ha sottolineato l’importanza della scoperta: “La farmacologia dei perineuronal nets è ancora agli albori – ha affermato – ma esiste l’interessante possibilità che essi siano regolabili da bersagli farmacologici. La ricerca di farmaci sistemici che abbiano un impatto diretto sulla plasticità dei PNN potrebbe aprire la strada a nuovi trattamenti per il dolore cronico”.
Un progetto sostenuto dal Ministero della Salute
Il progetto è stato realizzato nell’ambito della Ricerca Finalizzata Giovani Ricercatori del Ministero della Salute (GR-2021-12372496), della quale Giada Mascio è Principal Investigator. Lo studio, già disponibile online nelle settimane precedenti, ha ricevuto un ulteriore riconoscimento con la selezione dell’immagine di copertina della versione cartacea di PAIN.
“È un onore vedere la mia immagine in copertina – conclude Mascio – perché racchiude visivamente il cuore della nostra ricerca. Ovviamente si tratta di imaging microscopico, ma proprio per questo rappresenta con forza il legame profondo tra struttura e funzione che caratterizza le reti perineuronali nel Sistema Nervoso Centrale. È emozionante sapere che ciò che ci ha permesso di ottenere i nostri risultati è anche capace di parlare con un linguaggio visivo così diretto”.












