Diciassette lavoratori ex LSU (lavoratori socialmente utili), utilizzati per anni dal Comune di Manfredonia e dalla partecipata ASE Spa – che gestisce il servizio di igiene urbana – denunciano di essere stati impiegati come veri e propri dipendenti, senza però il riconoscimento dei relativi diritti economici e previdenziali. La questione, oggetto di un ricorso, è arrivata in consiglio comunale attraverso un’interrogazione firmata dai consiglieri di opposizione Antonio Tasso (relatore in aula) e Massimiliano Ritucci.
I due consiglieri chiedono all’amministrazione se intenda transigere o proseguire nel giudizio, avviato dai lavoratori per ottenere il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato a termine per il periodo 2015-2019. Un periodo durante il quale – secondo quanto riportato nel ricorso – gli LSU avrebbero prestato servizio continuativo come operai per ASE e impiegati per il Comune, senza formazione, dispositivi di protezione individuale e con un trattamento economico inferiore rispetto a quello previsto per i dipendenti contrattualizzati.
“Trattati da dipendenti, ma senza diritti”
“La questione – ha dichiarato Tasso in aula – riguarda violazioni palesi dei diritti dei lavoratori. Hanno operato come dipendenti, ma senza alcun riconoscimento formale e con gravi mancanze anche sul fronte della sicurezza sul lavoro. A dimostrarlo vi è un verbale di ispezione redatto il 3 luglio 2019 dalla polizia giudiziaria, che portò all’apertura del procedimento penale n. 28279/19 RNR contro l’ASE”.
Nel verbale si evidenziava che l’azienda non forniva DPI (dispositivi di protezione individuale) e non garantiva formazione sufficiente ai lavoratori LSU. Solo dopo l’intervento degli ispettori – spiega il consigliere – ASE ha provveduto a sanare le mancanze, ma solo “pro-futuro”, lasciando irrisolti i danni pregressi.
Tasso sottolinea inoltre che ASE indicava gli LSU nei propri piani industriali come forza lavoro a tutti gli effetti, contribuendo a contenere i costi del servizio rifiuti (e quindi le tariffe TARI), ma senza assumerli né garantire loro tutele. “È ora di fare giustizia – ha aggiunto – per chi ha lavorato per anni perdendo la possibilità di trovare un impiego altrove”.
La risposta dell’amministrazione: “Valutazioni in corso”
A rispondere in aula è stato l’assessore al contenzioso, Giovanni Mansueto, che ha riconosciuto la complessità della vicenda. Ha spiegato che gli uffici competenti sono al lavoro per raccogliere tutta la documentazione utile a valutare il ricorso e che l’amministrazione comunale non intende sottrarsi a eventuali responsabilità, se dovessero emergere in sede giudiziaria.
Nessuna decisione definitiva, però, è stata ancora presa: Mansueto ha precisato che si valuterà l’opportunità di transigere o resistere in giudizio, in base all’esito dell’istruttoria interna.
“Il punto centrale è il rispetto dei diritti dei lavoratori”
Nella sua replica finale, Tasso ha ribadito che l’interrogazione non è un attacco politico, ma un appello alla responsabilità: “Il rispetto dei diritti dei lavoratori – ha detto – deve venire prima di ogni altra considerazione. Questi cittadini hanno dato un contributo fondamentale alla città, e ora attendono risposte e giustizia”.
La vicenda, intanto, resta aperta. E mentre i giudici esamineranno il ricorso, la palla passa al Comune, chiamato a decidere se riconoscere il torto e chiudere la partita con un accordo o proseguire in tribunale in una causa che, per gli ex LSU, ha già il peso di anni di precariato e silenzio.












