Assemblea pubblica tra il commissario straordinario del Comune e le varie associazioni del posto per acquisire eventuali suggerimenti nell’ambito del Decreto periferie. Orta Nova è una delle 6 città italiane a cui il Governo applicherà il modello Caivano.
Per replicare il modello, il governo ha stanziato 180 milioni di euro per il triennio 2025-2027: 100 milioni entro il 2025, 50 milioni per il 2026 e 30 milioni per il 2027. Il piano d’azione sarà definito entro due mesi dal commissario straordinario, Fabio Ciciliano, già responsabile del progetto Caivano e ora anche capo della Protezione Civile. Sarà supportato da sei subcommissari, esperti aggiuntivi e da enti tecnici come Invitalia e Sport e Salute. Gli interventi si concentreranno sulla riqualificazione infrastrutturale, il recupero di immobili pubblici per scopi sociali e il miglioramento della sicurezza. Particolare attenzione sarà data alla concessione di spazi a enti del terzo settore per iniziative culturali, sportive, sociosanitarie e di formazione.
Ad Orta Nova il commissario Angelo Caccavone promette “progetti per il rilancio del paese dei 5 Reali Siti”. Ma non tutta la comunità si sente ascoltata. “Una discussione vuota”, tuona il rappresentante della Cgil, Daniele Calamita. “Troppo tardi questo incontro. Sono passati tre mesi dall’uscita del decreto, ed ora il commissario ci chiede di presentare in 48 ore le nostre proposte. Caccavone evidentemente non ha colto lo spirito vero della concertazione, il futuro di Orta Nova si costruisce in maniera diversa da questa. Non ci ha mai detto cosa in realtà voglia fare. Non ha mai fatto un cenno sull’inclusione sociale, sui migranti, sui ghetti, su come si combatte il caporalato, sull’ambiente con le nostre campagne prossime a diventare la nuova terra dei fuochi. Siamo fermi all’ordinaria amministrazione, ovvero si parla di ristrutturazione dei bagni pubblici, della palestra comunale o del campo da tennis. Orta Nova si aspetta ben altro: qui il disagio socio economico è alto, la disoccupazione giovanile dilaga, la sicurezza non è garantitaUna opportunità persa, quella di non aver saputo creare la concertazione con il mondo delle associazioni”.
Ovviamente non tutti la pensano cosi. “Ci aspettiamo interventi mirati in base alle specificità del territorio – spiega Sebastiano Battista, referente di Beyond Borders -, non vogliamo le solite cattedrali nel deserto. Solo noi conosciamo il nostro territorio e capiamo come indirizzare questi investimenti in maniera funzionale”. La locale Pro Loco con il suo presidente Carlo Gaeta si auspica che si faccia sistema. “Di proposte ne abbiamo tante, ma preferiamo condividerle con le altre associazioni prima di annunciarle”.
E il commissario straordinario? “L’incontro di oggi – spiega Caccavone – conferma che ad Orta Nova c’è una vivacità nel mondo dell’associazionismo e del terzo settore. È con loro che vogliamo tracciare un percorso in vista di questa importante occasione che il Governo ci offre con il Decreto Periferie, con Orta Nova tra le aree a maggiore vulnerabilità sociale. Le risorse del Governo le destineremo ad un processo di riqualificazione infrastrutturale, sociale e ambientale. Il confronto di oggi serve a recepire indicazioni e suggerimenti, ma soprattutto da parte nostra a richiamare tutti ad una partecipazione attiva, anche perchè poi questi beni andranno gestiti”.










