Il fenomeno degli hikikomori, termine giapponese che indica le persone – soprattutto giovani – che si isolano dal mondo esterno, sta emergendo anche in Puglia. Per far fronte a questa crescente problematica, la VI Commissione regionale, presieduta da Lucia Parchitelli, ha dato parere favorevole all’unanimità alla proposta di legge presentata dal consigliere Enzo Di Gregorio, intitolata “Disposizioni in materia di ritiro sociale, Hikikomori”.
Un passo importante per riconoscere e affrontare una realtà sempre più diffusa tra gli adolescenti e i giovani adulti, che abbandonano scuola, lavoro e relazioni sociali per ritirarsi nella solitudine della propria stanza.
Un fenomeno in crescita anche in Italia
“La legge nasce da diverse segnalazioni su persone in condizione di ritiro sociale, caratterizzata da un rifiuto della vita scolastica o lavorativa e dall’assenza di relazioni al di fuori del nucleo familiare”, ha spiegato Di Gregorio, sottolineando come il problema non sia più circoscritto a un numero esiguo di casi, ma stia assumendo una portata sempre più ampia anche in Puglia.
Per questo motivo, la nuova normativa punta a intercettare precocemente il disagio e a offrire strumenti di supporto, con azioni mirate nei contesti scolastici, formativi e lavorativi.
Scuola e lavoro: percorsi di reinserimento per i giovani ritirati
La legge prevede una serie di interventi concreti per prevenire e affrontare il ritiro sociale, tra cui:
- Supporto formativo per prevenire l’abbandono scolastico e garantire il diritto allo studio, anche attraverso la collaborazione con il servizio di psicologia scolastica;
- Percorsi formativi e laboratoriali per accompagnare chi si è isolato nel reinserimento nel mondo del lavoro;
- Individuazione precoce dei segnali di disagio attraverso la collaborazione tra scuole, enti formativi e servizi educativi.
Sul fronte del lavoro, invece, la legge promuove percorsi di accompagnamento e inserimento occupazionale per le persone inattive, coinvolgendo i centri per l’impiego e l’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro, in collaborazione con le imprese del territorio.
Una Consulta regionale per monitorare il fenomeno
Uno degli strumenti centrali della legge è la creazione di una Consulta regionale sul ritiro sociale, incaricata di:
- Monitorare l’andamento del fenomeno in Puglia e segnalare nuovi bisogni;
- Verificare l’applicazione delle misure previste e proporre eventuali modifiche alla legge;
- Coinvolgere associazioni, enti del terzo settore e istituzioni per una gestione condivisa del problema.
La Consulta sarà composta da rappresentanti della Regione, dell’Ufficio Scolastico Regionale, dei dipartimenti di Lavoro, Istruzione e Welfare, oltre che da associazioni di famiglie e operatori del settore socio-sanitario.
230mila euro per il primo anno di attuazione
Per l’avvio degli interventi previsti, la Regione ha stanziato 230mila euro per il 2025. Una cifra che servirà a finanziare i primi progetti di individuazione e supporto, con l’obiettivo di ampliare le risorse nei prossimi anni se il fenomeno continuerà a crescere.
L’approvazione in Commissione rappresenta un passo fondamentale per il riconoscimento del problema e l’attivazione di risposte concrete, in una regione dove sempre più giovani rischiano di scomparire dalla vita sociale e lavorativa.










