Durante un evento a Bari, il coordinatore regionale pentastellato Leonardo Donno ha dichiarato: “Non rientreremo nella giunta regionale. Non abbiamo bisogno di poltrone per fare politica”. La scelta dei 5 Stelle, frutto dei “fatti gravi” emersi dalle inchieste, non rappresenta una rottura con il centrosinistra, ma piuttosto un percorso di responsabilità politica. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, l’uscita dall’esecutivo si inserisce in un quadro più ampio di rinnovamento, che ha visto interventi mirati a rafforzare il patto della legalità, come l’istituzione del Nucleo ispettivo regionale e il contributo dell’assessore Nicola Grasso al Comune di Bari.
Le proposte di riforma
Parallelamente alla decisione di non partecipare alla giunta, il M5S ha avanzato diverse proposte concrete. Tra queste, spicca l’approvazione della legge sul consumo di suolo, proposta dal consigliere Cristian Casili, e la possibilità di riformare la legge Laricchia, che attualmente garantisce ampi spazi decisionali al presidente Emiliano nelle nomine dei cda e dei consiglieri delle partecipate. Donno ha affermato: “La legge per un nuovo metodo sulle nomine l’abbiamo condivisa e votata. Se c’è chi solleva questioni di incostituzionalità, siamo pronti a confrontarci, perché il nostro obiettivo è evitare meccanismi distorsivi”. Un ulteriore nodo riguarda la norma che lega la candidabilità dei sindaci alle dimissioni 180 giorni prima del voto, tema su cui si attende un confronto approfondito.
Relazioni con il centrosinistra e prospettive politiche
Nonostante il ritiro dall’esecutivo, il dialogo con il campo largo rimane aperto. Con il quasi scontato arrivo della candidatura dem a governatore di Antonio Decaro, i pentastellati puntano a valutare ogni singolo provvedimento nel corso del mandato. “Abbiamo buoni rapporti con tutti e, prima di ogni cosa, ci concentreremo sul nostro percorso: assemblee provinciali a marzo, coinvolgimento degli iscritti, degli elettori e della società civile,” ha sottolineato Donno. Inoltre, il movimento non esclude la possibilità di candidare personalità interne al M5S, come nel caso di Mario Turco, pur con dei paletti ben definiti: “La Maurodinoia o candidati a lei vicini non dovranno essere nella nostra coalizione. Porte chiuse anche ai trasformisti, a chi va prima di qua e poi di là.”
Legalità e sicurezza a Bari
Sul territorio, il percorso per la legalità resta centrale. Donno ha evidenziato come il lavoro svolto dall’assessore Nicola Grasso abbia contribuito a rafforzare gli “anticorpi” contro fenomeni mafiosi e il malaffare, influenzando positivamente anche le decisioni di figure istituzionali come Piantedosi. La vicenda evidenzia la necessità di monitorare e completare il percorso sulla trasparenza, affinché le novità introdotte possano produrre effetti concreti sulla sicurezza e l’efficienza della gestione pubblica.
La decisione dei 5 Stelle di non rientrare nella giunta regionale di Michele Emiliano si configura come un atto di coerenza e responsabilità politica. Il M5S intende proseguire il proprio percorso sul tema della legalità e della trasparenza, promuovendo riforme che evitino meccanismi distorsivi e mantenendo un dialogo costruttivo con il centrosinistra. Un percorso che si concretizzerà con assemblee, confronti e proposte legislative, nell’ottica di garantire una governance più chiara e responsabile per il futuro della Regione.













