Tra una seduta di fisioterapia e l’altra, Michele Emiliano torna al centro del dibattito politico nazionale e regionale, con un messaggio chiaro: serve un’alleanza unitaria del centrosinistra per evitare il bis della sconfitta del 2022. Intervistato da Il Fatto Quotidiano, il governatore pugliese attacca frontalmente l’idea avanzata dall’ex ministro Dario Franceschini, che propone una corsa in ordine sparso per poi cercare l’intesa nei collegi uninominali. “Non si può andare divisi, altrimenti la destra vincerebbe ancora prima di gareggiare. È una questione di tecnica elettorale”, ha dichiarato Emiliano, bocciando la proposta dell’ex segretario dem.
L’attacco a Franceschini e la necessità di un’intesa con il M5S
L’idea di Dario Franceschini, secondo cui ogni forza del centrosinistra dovrebbe presentarsi con un proprio candidato ma convergere poi sui collegi, viene definita da Emiliano “bizzarra”. Il presidente della Regione Puglia, infatti, ricorda di aver già proposto a Enrico Letta di unire le forze con il Movimento 5 Stelle alle ultime elezioni politiche, per evitare una frammentazione che ha poi consegnato la vittoria alla destra. “Non permetterò ai leader di correre separati. Serve un accordo sui collegi, altrimenti rivincerà Giorgia Meloni”, ha aggiunto.
Emiliano ha anche difeso la magistratura, attualmente al centro di un duro scontro con il governo: “Continuando così, l’esecutivo perderà consenso. Anche perché servirebbe dialogo, soprattutto mentre si discute di riforme che riguardano i giudici”. Il governatore ha accusato la destra di voler riproporre lo “schema berlusconiano” di attacco alle toghe: “Quando la destra governa è sempre la solita storia, attaccano i magistrati perché non vogliono un controllo di legalità sui loro atti. Anche io ho subito errori da parte della magistratura, ma mi sono difeso nei processi”.
Decaro candidato governatore, Emiliano pronto a candidarsi
Mentre il centrosinistra discute di strategie nazionali, in Puglia si delinea sempre più chiaramente la candidatura di Antonio Decaro come successore di Emiliano alla guida della Regione. Il sindaco di Bari, forte del consenso ottenuto alle ultime elezioni, si avvia a ricevere il via libera degli alleati. Emiliano ha ribadito il suo appoggio a Decaro, sottolineando come i due siano “una cosa sola” e confermando la propria disponibilità a candidarsi per un posto nel consiglio regionale.
Nel dibattito si inserisce anche Alberto Losacco, deputato dem vicino a Franceschini, che ha risposto a Emiliano e al segretario regionale del PD Domenico De Santis – quest’ultimo aveva definito la proposta di Franceschini “roba da Prima Repubblica” – cercando di smorzare i toni e trovare un punto di incontro. “Alla fine Emiliano dice esattamente la stessa cosa di Franceschini: è necessario un accordo sui collegi per non consegnare il Paese alla destra”, ha dichiarato Losacco, sottolineando come la proposta abbia già ottenuto il sì di Giuseppe Conte e del M5S a una corsa unitaria.
Come riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, il punto di partenza della discussione resta la necessità di evitare una nuova frammentazione del centrosinistra. Il quotidiano pugliese evidenzia come l’intesa con il Movimento 5 Stelle potrebbe rappresentare una svolta per la coalizione, ma resta il nodo delle divergenze politiche tra le varie anime dell’opposizione. Losacco, nel suo intervento, ha ribadito che l’unico obiettivo deve essere quello di costruire una coalizione competitiva: “Fare politica significa sconfiggere le destre, non portarsele in casa”.
Intanto, il Partito Democratico si prepara ad affrontare un altro tema caldo: quello dei referendum sulla giustizia. “Il Pd è un partito con una grande pluralità di idee e deve affrontare la questione con un dibattito interno”, ha dichiarato Losacco, allineandosi alla posizione della segretaria Elly Schlein, che ha firmato la proposta referendaria.
Per la Puglia, invece, il cammino sembra ormai tracciato: Antonio Decaro è il nome su cui convergono tutti i principali esponenti del centrosinistra, e il sostegno di Emiliano potrebbe rivelarsi determinante per garantirgli una candidatura solida e condivisa.











