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Home - Operazione “Mari e Monti”, spuntano i fratelli Pesante: sospetti di narcotraffico e legami col clan dei “Montanari”

Operazione “Mari e Monti”, spuntano i fratelli Pesante: sospetti di narcotraffico e legami col clan dei “Montanari”

Al centro dell'inchiesta della DDA una rete di traffico di droga guidata dai manfredoniani e connessioni con la criminalità organizzata del Gargano

Di Redazione
28 Gennaio 2025
in Cronaca, Manfredonia
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Un nuovo capitolo si aggiunge alla lunga storia della criminalità organizzata nel Gargano. I fratelli Nicola, Michele e Roberto Pesante, insieme ad altre persone, sono al centro di un’indagine “costola” dell’operazione “Mari e Monti” dell’ottobre 2024 contro il clan Li Bergolis-Miucci, noto anche come il clan dei “Montanari”. Secondo gli investigatori, i Pesante, in una intercettazione indicati come “i boss di quelli”, sarebbero a capo di un gruppo criminale autonomo ma strettamente legato al potente sodalizio mafioso, già duramente colpito dall’operazione antimafia dello scorso anno.

Traffico di stupefacenti e legami col clan dei Montanari

Le carte dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia (DDA) di Bari fanno emergere una fitta rete di attività illecite che coinvolgerebbe i fratelli Pesante, in particolare il traffico di stupefacenti. Gli inquirenti hanno rilevato, attraverso intercettazioni e testimonianze, il loro ruolo centrale nella gestione del mercato della droga nella zona di Manfredonia e nei paesi limitrofi. Il gruppo sembrerebbe gestire autonomamente alcune operazioni, pur rimanendo fedele agli equilibri interni alla criminalità organizzata del Gargano.

Intercettazioni e linguaggio criptico

Nelle conversazioni intercettate, i membri sotto inchiesta utilizzavano un linguaggio codificato per nascondere le attività illecite. Parlando di “macchine” e “prezzi”, secondo gli investigatori si riferivano a partite di stupefacenti. In un caso specifico, una conversazione avrebbe confermato il coinvolgimento diretto di Roberto Pesante in operazioni di approvvigionamento e distribuzione della droga. Le intercettazioni hanno anche svelato l’uso di riferimenti a personaggi di spicco del clan Li Bergolis, come segno del forte legame tra i Pesante e il sodalizio mafioso.

Altro particolare inquietante: una conversazione tra Gaetano Renegaldo e Antonio Balsamo fa riferimento a un episodio che avrebbe visto Roberto Pesante “protagonista – si legge nelle carte dell’inchiesta – di un atteggiamento sfacciato e spavaldo assunto nei confronti di un carabiniere di Manfredonia (‘Mafrolla’)”.

Un passato segnato dal crimine

I fratelli Pesante, secondo quanto emerge dall’indagine, vantano un passato di stretta appartenenza alle consorterie criminali garganiche. I legami con figure come Leonardo Clemente, nipote del boss Francesco Li Bergolis, ucciso in una faida interna al clan, sottolineano la loro rilevanza nella gerarchia mafiosa. La loro presunta leadership nel traffico di droga è ritenuta dagli inquirenti una continuazione del modus operandi tipico del clan dei Montanari.

Il contesto dell’operazione antimafia “Mari e Monti”

La storia del clan Li Bergolis-Miucci è segnata da operazioni antimafia di grande impatto. L’operazione “Mari e Monti”, che ha decapitato i vertici del sodalizio, aveva portato alla luce il controllo capillare del territorio garganico da parte del clan, con ramificazioni nel traffico di stupefacenti, estorsioni e omicidi. Nonostante i duri colpi inflitti dallo Stato, le nuove generazioni della criminalità organizzata continuano a operare, spesso riadattandosi per mantenere il controllo sui propri affari illeciti.

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Tags: pesante
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