La Regione Puglia ha bocciato la Deliberazione n. 477/2024 del Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Bonifica Montana del Gargano, che prevedeva l’assunzione a tempo determinato del Direttore Unico del Consorzio. L’ufficio regionale di vigilanza ha concluso il procedimento di controllo con un diniego del visto di legittimità, rilevando criticità nella procedura adottata.
Le motivazioni della Regione
Secondo la nota ufficiale firmata da Rosella Giorgio, dirigente del Servizio Irrigazione e Bonifica, e dal team di controllo regionale, la procedura di assunzione non ha rispettato i principi di trasparenza, imparzialità ed efficienza previsti dalla normativa regionale. La Regione ha sottolineato che, nonostante il CCNL dei dirigenti dei Consorzi di Bonifica consenta assunzioni dirette, tale strumento non può superare l’obbligo di adottare criteri pubblici e concorsuali, sanciti dalla Legge Regionale n. 15/2008 e richiamati dalla Legge Regionale n. 4/2012.
In particolare, il Consorzio è stato criticato per non aver adottato procedure ad evidenza pubblica per la selezione; garantito la pubblicazione online di atti e documenti rilevanti per l’assunzione, come previsto dalle norme sulla trasparenza; fornito chiarimenti esaustivi richiesti dalla Regione, che aveva già contestato circostanze analoghe in passato.
Effetti immediati della sospensione
La Regione Puglia ha disposto che la Deliberazione non produca effetti fino alla conclusione di un procedimento di riesame da parte del Consorzio. La comunicazione chiarisce che, nelle more del riesame, eventuali atti conseguenti alla Deliberazione n. 477/2024 saranno anch’essi privi di validità.
Richiamo a precedenti impegni non rispettati
L’intervento regionale fa riferimento a una precedente nota del 2022, nella quale il Consorzio si era impegnato a individuare nuove modalità per la copertura del posto di Direttore Unico, rispettando criteri di trasparenza e legalità. Tuttavia, l’assunzione deliberata a fine 2024 è stata giudicata non conforme alle aspettative e agli obblighi normativi.
Prossimi passi
Il Consorzio dovrà ora avviare un procedimento di riesame, comunicandone l’esito alla Regione Puglia. Il mancato rispetto delle linee guida potrebbe portare a ulteriori azioni da parte dell’ente di vigilanza, con il rischio di sanzioni o ulteriori interventi correttivi.
Un caso che richiama attenzione sulla governance
La vicenda mette in evidenza la necessità di maggiore rigore amministrativo nella gestione dei Consorzi di Bonifica pugliesi, con particolare attenzione al rispetto delle norme sulla trasparenza e alla tutela dell’interesse pubblico. In un contesto di crescente attenzione verso l’efficienza e la correttezza delle procedure amministrative, il caso del Consorzio del Gargano rappresenta un segnale di allerta per tutti gli enti coinvolti nella gestione delle risorse pubbliche.













