La musica è molto più di intrattenimento: è un veicolo di valori, sentimenti ed emozioni. Questo è il cuore del progetto ideato dalla dottoressa Lisa Mastrangelo, pediatra foggiana, che insieme a un team di colleghi ha lanciato un’iniziativa per riflettere sull’impatto della musica sui più giovani. Il progetto, raccontato attraverso un video diffuso sui social, confronta i testi di grandi cantautori italiani come Franco Battiato, Gianna Nannini e Marco Mengoni con quelli di artisti della scena trap come Tony Effe, Shiva e Villabanks.
Un confronto tra contenuti
Nel video, brani che parlano di amore, rispetto e crescita personale vengono messi a confronto con testi che veicolano immagini di violenza e sottomissione, spesso normalizzati attraverso la musica. “Oltre che pediatra, sono anche mamma”, spiega Mastrangelo a Repubblica, che ha avuto l’idea del progetto ascoltando la musica preferita dai suoi figli. “Ho capito che la musica poteva essere un mezzo perfetto per educare ai valori, perché agisce su diversi livelli: razionale, emotivo e viscerale”.
La pediatra sottolinea l’importanza di rendere i giovani consapevoli dei messaggi che assorbono. “Non è solo una questione di genere musicale”, precisa, “ma di contenuti. La musica può trasmettere modelli positivi o normalizzare atteggiamenti dannosi, specialmente per i più piccoli”.
L’impatto sui bambini e il ruolo dei genitori
I pediatri coinvolti nel progetto, tra cui Claudia Sciarrotta e Antonio Di Mauro, evidenziano come i testi violenti o aggressivi possano influenzare negativamente i bambini, esponendoli a un’affettività che non appartiene alla loro età. “La musica è uno strumento potentissimo, ma bisogna saperla interpretare”, spiega Di Mauro. “Il dialogo tra genitori e figli è fondamentale per aiutare i giovani a distinguere tra fiction e realtà”.
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Secondo Mastrangelo, non si può sempre filtrare ciò che i ragazzi ascoltano, ma si può cogliere l’occasione per trasformare un ostacolo in un’opportunità educativa. “Il dialogo deve iniziare presto, sin dall’infanzia, e non solo in adolescenza. La musica può diventare uno strumento per insegnare valori e promuovere una crescita sana”.
Il ruolo educativo degli artisti e delle scuole
Oltre al coinvolgimento delle famiglie, i pediatri sottolineano il ruolo cruciale che scuole e artisti possono giocare. Analizzare i testi in classe, spiegandone i significati, può essere un modo per educare i giovani a un ascolto consapevole. Allo stesso tempo, gli artisti hanno la responsabilità di utilizzare la loro influenza per veicolare messaggi positivi. “La musica è sempre stata lo specchio dei valori di una società”, aggiunge Laura Timpone, pediatra e co-autrice del progetto.
Un progetto che parte da Foggia e parla a tutti
Il video, condiviso sui social dai pediatri Lisa Mastrangelo, Claudia Sciarrotta, Armando Di Ludovico, e altri, ha già raccolto numerose testimonianze di genitori ed educatori che si sono riconosciuti nel messaggio del progetto. “Il nostro ruolo di pediatri va oltre le malattie”, conclude Di Mauro. “Abbiamo l’opportunità di essere sentinelle per comprendere e orientare il futuro dei nostri bambini”.
Grazie all’impegno della Mastrangelo e del suo team, questo progetto pone le basi per un dialogo più profondo sul potere educativo della musica, promuovendo una cultura più consapevole e rispettosa tra le nuove generazioni.











