Dopo qualche mese dal crollo dello stabile in via Cincinnato, Orta Nova si ritrova a fare i conti con un centro cittadino che sembra sempre più abbandonato a sé stesso. Le macerie dell’edificio disabitato, collassato la sera del 21 ottobre 2024, sono ancora sparse lungo le vie laterali, solitamente frequentate da residenti e passanti. Lo spettacolo è desolante, simbolo di un degrado urbano che non accenna a migliorare.
Il luogo del crollo è diventato una discarica a cielo aperto, poco distante da Palazzo di città. Cumuli di rifiuti, materiali di scarto e ingombranti accatastati creano un panorama inaccettabile, accentuando il senso di abbandono che pervade la città. A questo si aggiungono marciapiedi dissestati e illuminazione assente in diversi punti, anche in piazza, dinanzi alla sede del Comune.
Il Comune, amministrato da commissari dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, non riesce ancora a dare risposte adeguate ai bisogni di riscatto della comunità. Il governo qualche settimana fa ha stanziato 180 milioni di euro per esportare il “modello Caivano” in 7 realtà ad “alta vulnerabilità sociale”, tra queste c’è Orta Nova. I progetti che verranno finanziati non sono stati ancora diffusi. Il commissario Angelo Caccavone ha dichiarato che si tratta di un “segnale importantissimo di attenzione da parte del governo centrale per Orta Nova, che consentirà di intervenire su alcune situazioni molto attese da parte della comunità, tra le quali gli interventi per il ripristino dell’agibilità di impianti sportivi e della tensostruttura per la pallavolo e il tennis”. Ma i cittadini chiedono interventi immediati sopratutto sul decoro, attraverso la bonifica delle discariche e dell’amianto, il ripristino di strade e marciapiedi attraverso una pianificazione seria di riqualificazione urbana e una illuminazione decorosa per il centro più importante dei Cinque Reali Siti.











