La sicurezza del personale medico e dei pazienti passa da un’attenzione meticolosa nella vestizione di infermieri e dottori ma soprattutto nello schermare ambo le parti con dispositivi in grado di proteggere da infezioni e contagi. Tra gli strumenti più importanti ci sono i guanti da chirurgo, che dal passato ad oggi, rientrano tra le regole fondamentali in sala operatoria e non solo.
Guanti da chirurgo: un po’ di storia
Nel 2024 sembra una routine consolidata ma in passato la protezione di medici e pazienti non era così collegata all’igiene e alla tutela. A fare la differenza è stata Caroline Hampton, una rivoluzionaria nel settore che per motivi puramente pratici dovuti a una malattia, ha sempre dovuto indossare guanti da giardinaggio per proteggere la pelle sensibile. Diventata capo infermiera della sala operatoria nel 1889, ha adottato le regole rigide di igienizzazione sanitaria introdotte 10 anni prima da William Halsted notando una progressiva riduzione di problematiche post-operatorie e infezioni. In aggiunta, però, è stato sviluppato un guanto che potesse tutelarla dalle irritazioni causati dai detergenti impiegati in questo settore. L’abbigliamento da lei indossato è stato di ispirazione e da quel momento ad oggi il guanto da chirurgo è sempre più diffuso. Per vederlo come lo conosciamo, però, c’è da attendere qualche anno più tardi e più precisamente il 1893 quando questi prodotti sono stati diffusi nell’utilizzo in sala operatoria evidenziando sempre più un calo delle infezioni post-chirurgiche. Chiaramente non è l’unico strumento: va ad unirsi a copriscarpe, mascherine e una meticolosa igienizzazione di tutti gli strumenti e i ferri impiegati. Attualmente non viene indossato singolarmente ma addirittura in doppio strato: le infezioni SSI sono una tematica ancora calda, persino nel 2024. Tra le modalità di utilizzo attuali c’è quella della predilezione di guanti chirurgici da indossare doppi, uno sopra l’altro. Alcune ricerche hanno mostrato come questa attenzione in più riduca ulteriormente problematiche post intervento.
Come scegliere i guanti da chirurgo: un vademecum
Quando si scelgono i guanti da utilizzare in ambito medico, e specialmente durante gli interventi, è importante considerare vari fattori che hanno un impatto tanto sulla sicurezza quanto sulla funzionalità. Per prima cosa bisogna pensare al materiale: il più comune e diffuso è senza alcun dubbio il lattice ma, per andare incontro a soggetti allergici, esistono soluzioni alternative come quelle in vinile o neoprene. Ciascuna presenta differenze in termini di elasticità, resistenza e comfort ma sono tutti dispositivi medici certificati. Un altro fattore importante è la misura, infatti sono venduti di diverse taglie per vestire in modo adeguato evitando di stringere eccessivamente avendo impatti sulla circolazione ma, allo stesso tempo, evitano di scivolare o risultare larghi e quindi inefficaci in termini di protezione. Devono essere sterili: è proprio questo il principio di base su cui si basa il loro funzionamento di tutela in sala operatoria (e non solo). Il loro impiego non riguarda solamente i dottori ma anche infermieri, dentisti, OSS, assistenti alla poltrona e tutto il personale che ha a che fare direttamente con i pazienti. I più recenti e apprezzati nel settore non presentano né lattice né polvere, migliorando gli standard qualitativi tanto in sala operatoria quanto in ambienti critici.












