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Home - Comune di Foggia, scintille in aula sui cda delle partecipate. Dall’opposizione critiche e ironie

Comune di Foggia, scintille in aula sui cda delle partecipate. Dall’opposizione critiche e ironie

Il capogruppo dem Dell'Aquila: "Sono convinto che ci sia personale all'altezza della situazione. Alcuni professionisti potrebbero accettare l’incarico come volontariato"

Di Antonella Soccio
26 Giugno 2024
in Foggia, Politica
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Ancora una lunga discussione consiliare al Comune di Foggia sulla delibera di Consiglio che demanda all’Assemblea dei soci l’adeguamento dello statuto delle partecipate alla normativa vigente.

“Cosa si va ad adeguare? Non la forma societaria, ma l’articolo 11 del Tusp, la forma prevista è l’amministratore unico ma si può modificare con la forma collegiale”, ha spiegato il dirigente al ramo il dottor Marchitelli.

Tanti i botta e risposta in aula. “Non sono importanti 3 o 5 consiglieri. Ora è importante gestire le partecipate nel modo migliore. Vi invito a nominare persone qualificate e non a badare ai compensi”, è stato il commento di Gino Fusco.

Non ci sono variazioni di costi sui CdA. I 2500 euro che oggi sono il compenso degli amministratori unici saranno divisi per 5 membri.

Tuttavia dall’opposizione non sono mancate le critiche e le ironie. “Il decreto 175 del 2016 nasce dalla legge delega la cosiddetta Madia. La ratio è quella della razionalizzazione, ma voi ci dite di smontare tutto. Am Service ha 28 dipendenti, come motiverete questa organizzazione dei costi e aziendali? Sarà arduo e vi aspetteremo al varco. L’unica partecipata che ha una organizzazione importante è l’Ataf, su Amiu c’è una compartecipazione. Il controllo analogo è una materia interna all’amministrazione. Esistono processi per indagini di mercato per esternalizzare i servizi, e si potrebbe creare un danno erariale. Noi riteniamo di dover dare un indirizzo, non per togliere competenze ma per aggiungerne. Dovrete spiegarci perché si può arrivare a quel numero di consiglieri con un numero così esiguo e perché dobbiamo pagare società esterne per il controllo analogo”, ha rimarcato Claudio Amorese.

Netto Cataneo: “Anch’io sono contrario ad esternalizzare attività soprattutto se al nostro interno abbiamo competenze. Oggi la conduzione di alcune partecipate non è riconducibile a questa amministrazione”.

Così, invece, Giuseppe Mainiero. “Il controllo analogo lo fa l’ufficio dell’ente, dovete decidere se potenziare un ufficio o esternalizzare le funzioni. O non c’è più un ufficio partecipate che deve fare il controllo analogo o si esternalizza. Non potete dire di voler fare i concorsi e poi esternalizzare i servizi. Avremo 5 personalità con 300 euro lordi al mese. È vero che il Comune un tempo aveva 1500 unità di personale, ma avevamo le scuole, la squadra ausiliaria, avevamo una serie di servizi per cui si è optato per le esternalizzazioni. Il voto serve a riconnettere quello che voi propagandate rispetto a tentativi di esternalizzazioni”.

Dalla maggioranza in pochi hanno difeso il punto. Tra questi l’emilianista Pasquale Ciruolo: “C’è da specificare una cosa senza strumentalizzare. La decisione sul controllo analogo è stata demandata a quando ci sarà il CDA. Non ci sono aumenti di costi, non è possibile pensare che un consigliere che prende solo 300 o 400 euro sia un incapace. Dobbiamo essere più celeri nelle decisioni.

È sarcastico Raffaele Di Mauro. “È bello vedervi tutti insieme seduti compattamente. Penso che questo emendamento sia molto serio, serve a capire quello che sta per accadere. Non sono contrario all’aumento seppure non ne vedo la necessità gestionale. Sono convinto che questo non prevederà alcun costo aggiuntivo. Ma se c’è la decisione di spostare il controllo analogo. E a quel punto la paglia non sarà più solo vostra ma di tutti i cittadini”.

“Sembra che stiamo qui per soddisfare le esigenze degli amici nostri- ha detto Italo Pontone- Noi riteniamo che più menti possano produrre di più. Uno può anche lavorare senza soldi. Se è vero come è vero che stiamo qui perché i nostri servizi migliorino, parliamo di condividere”.

“Sono convinto che ci sia personale all’altezza della situazione, non trovo niente di scandaloso e preoccupante. Alcuni professionisti potrebbero accettare l’incarico come un volontariato”, la reazione di Pasquale Dell’Aquila. “Questa amministrazione viene fuori da 8 anni di sciatteria amministrativa o 2 anni di commissariamento per mafia. Non accetto critiche e giudizi da chi ha fatto parte di un’amministrazione che ha registrato reati e poi ha portato allo scioglimento. Nei cda ci andranno persone competenti che risolleveranno le sorti delle partecipate”, il commento di un ritrovato Mino Di Chiara.

“Qui non si tratta di prevedere il futuro ma di ricordare il passato. Si tratta di incoerenza politica. È una scelta scellerata perché in una situazione talmente critica si lasciano inalterati i costi. Quasi quasi mi viene di stabilire il salario minimo per i consiglieri di amministrazione”, la battuta di Antonio De Sabato.

Intanto Amorese aveva avuto un verbale di maggio in cui si ritiene di chiedere un preventivo per far effettuare il controllo analogo da una società esterna.

Duro Nunzio Angiola: “L’amministrazione dovrebbe focalizzarsi sulla selezione delle migliori competenze per una città che merita di più e per delle partecipate in gravi difficoltà. Aumentare il numero delle persone Si chiede ad una persona competente di mettersi a disposizione con un CDA con 350 assumendosi responsabilità patrimoniali contabili, amministrative e legali. Questo modo di fare stride con i veri bisogni della città. Stiamo perdendo tempo mentre ci sono i lavoratori G&W che chiedono misericordia. Ci sono persone che chiedono udienza e qui si pensa ad accontentare i socialisti. Di fronte ad una città che piange, non abbiamo saputo niente. Manca il senso del pudore. Si pongono questioni di importanza risibile quando fuori c’è gente che aspetta. Non ci sono professionisti che lavoravo per volontariato, il professionista bravo non fa volontariato”.

La chiosa è stata del pentastellato Formica. “Mi fa senso discutere tanto tempo se debbano essere 3 o 5. Ci poniamo il problema di come deve essere amministrata, il controllo analogo non è scritto da nessuna parte che deve essere esternalizzato. Sono state date esternalizzazioni e consulenze a iosa e nessuno ha detto niente. Dobbiamo scavalcare l’handicap. Se ci sono le competenze nel Comune non è giusto esternalizzare il contratto analogo”.

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Tags: cdaFoggia
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