La Corte d’Appello di Lecce ha rigettato le richieste della difesa confermando la condanna a 3 anni e 6 mesi per Ugo Marciello, avvocato foggiano. La vicenda risale al 2013 e nel 2015 finì persino su “Le Iene” in un servizio dell’inviato Giulio Golia. Stando all’impianto accusatorio, supportato dai giudici di primo e secondo grado, l’imputato sarebbe colpevole di falso e truffa ai danni di due sue clienti, le sorelle imprenditrici Antonella e Daniela Sebastiano.
Le due donne si rivolsero a Marciello per risolvere alcune questioni societarie, ma fu l’inizio di un incubo. L’uomo avrebbe modificato “atti di ricorsi realmente esistenti (decreti ingiuntivi e/o richieste di sequestro redatti da altri colleghi) presentandoli, successivamente, al personale degli uffici giudiziari competenti che, inconsapevolmente, li notificava ai clienti del suo studio legale”.
In buona sostanza avviava di fatto un iter giudiziario, in realtà inesistente, convincendo i suoi assistiti a conferirgli il mandato per impugnare i provvedimenti da lui stesso artificiosamente realizzati. Era un esperto nel creare ulteriori atti giudiziari falsi che, in sostanza, attestavano l’accoglimento dei ricorsi da lui presentati procedendo anche all’annullamento di decreti ingiuntivi e di richieste di sequestri cautelativi.
Le sorelle Sebastiano, convinte di aver vinto la loro causa, successivamente si ritrovarono con la casa pignorata, su cui agiva Marciello pronto a sottrarre i beni delle donne, conseguendo quindi un ingiusto profitto a danno di ignari assistiti. Stando alle carte processuali, in tribunale nessuno sarebbe stato suo complice, benché siano coinvolte le firme di numerosi giudici e colleghi di Marciello. Tutte firme false.
Quando iniziarono ad arrivare i pignoramenti, le due donne non si spiegavano gli eventi: come era possibile che la casa venisse pignorata se avevano vinto la causa? Tutto l’architrave della truffa apparve alle Sebastiano davvero paradossale a maggior ragione perché Marciello era entrato in famiglia, instaurando un rapporto di fiducia e di amicizia. E nel frattempo si faceva pagare per cause inesistenti.