Tanta commozione e un profondo senso di gratitudine hanno attraversato l’aula consiliare del Comune di Foggia, dove questa mattina è stato conferito il Premio “Foggiano dell’Anno” alla memoria di Antonio Ciccorelli, vigile del fuoco tragicamente scomparso in servizio il 17 settembre scorso, dopo aver tratto in salvo due donne dalle acque dello straripamento dell’Alto Tavoliere.
Il riconoscimento, fortemente voluto e promosso dal consigliere comunale ed ex parlamentare Nunzio Angiola, è stato consegnato durante una cerimonia toccante, alla presenza della famiglia di Ciccorelli, della moglie e del figlio, e di una nutrita rappresentanza del corpo dei vigili del fuoco, guidato dal comandante provinciale, architetto Giulio Capuano.
“Antonio è andato oltre l’umano senso di sopravvivenza“, ha dichiarato il comandante Capuano durante il suo intervento. “Non esiste luogo dove un vigile del fuoco, per lavoro, non debba recarsi anche a rischio della propria vita. Sta a noi onorare la sua memoria con senso di responsabilità e dedizione. Il suo è stato un gesto eroico che resterà nella memoria di tutti i vigili d’Italia. È un esempio che continuerà a darci energia, anche nei momenti più difficili. Oggi proviamo dolore, ma anche l’orgoglio di rappresentare lo Stato nella sua parte più operativa”.
Parole di grande partecipazione sono arrivate anche dal consigliere e vigile del fuoco Francesco De Vito, che ha parlato dell’orgoglio della divisa e della responsabilità di rappresentare un corpo che lo Stato deve continuare a valorizzare.
Presente anche la sindaca Maria Aida Episcopo e la presidente del Consiglio comunale Lia Azzarone, che hanno voluto esprimere la vicinanza dell’intera città alla famiglia e al corpo dei vigili. “Ci sentiamo quotidianamente protetti dal loro operato – ha detto Azzarone –. Abbiamo rivissuto in quest’aula il dolore di quella notte terribile, e la città si è stretta attorno alla famiglia e al consigliere Giuseppe Mainiero“.
Un legame autentico, quello tra i foggiani e i vigili del fuoco, che – come ha sottolineato la sindaca Episcopo – è “un affetto che nasce dal popolo e dal basso”.
La testimonianza più toccante è arrivata dalla moglie di Antonio Ciccorelli, che tra le lacrime ha voluto ricordare l’uomo e il marito, oltre che il professionista: “Per Antonio essere vigile del fuoco non era solo un lavoro, era una missione. Ogni giorno usciva di casa consapevole di mettersi al servizio degli altri. L’ultimo abbraccio che ha dato a quelle due donne che ha salvato, sono certa che resterà nel loro cuore per sempre. E spero un giorno di poter ricevere anch’io quell’abbraccio, per custodirlo nel mio cuore”.










