“Ogni campagna elettorale racconta la sua storia e noi siamo sul pezzo per dire perché votare per Fratelli d’Italia. L’Europa è vicina e chi ha svolto un ruolo nelle amministrazioni locali e nel consiglio regionale è nelle condizioni di traslare le direttive e le azioni anche a livello europeo, al Parlamento”.
È sicuro il candidato. La campagna elettorale per le prossime Europee del consigliere regionale barese Michele Picaro potrebbe apparire in discesa se sarà compatta l’adesione alla sua proposta da parte dei colleghi consiglieri regionali e di tutto il gruppo dirigente dei Fratelli d’Italia, provincia per provincia. La sua elezione a molti sembra scontata, visto l’appoggio importante del viceministro Marcello Gemmato e del supporto dell’onorevole Giandonato La Salandra. Del resto la candidatura di Giorgia Meloni facilita la preferenza di genere, rendendo le altre donne candidate solo dei riempi lista e apre una contesa agguerritissima tra gli uomini. A cominciare con Francesco Ventola.
Ma in Capitanata e a Foggia, dove già fu catapultata la ministra Eugenia Roccella come candidata al collegio uninominale e ora unica provincia pugliese in cui non è candidato nessun locale neppure in posizione di servizio, la presenza al primo incontro pubblico del candidato, organizzato dalla sezione giovanile e dal coordinamento cittadino di Mario Giampietro, non ha i numeri attesi.
Ci sono tutti i ragazzi e le ragazze meloniani venuti per il presidente della giovanile regionale Nicola D’Ambrosio. C’è il collega regionale Giannicola De Leonardis, ci sono Marco Camporeale, Salvatore De Martino che aspira al coordinamento cittadino, la vicepresidente del consiglio comunale foggiano Concetta Soragnese, il capogruppo Claudio Amorese, “venuto ad ascoltare”, le varie delegate dei dipartimenti Daria Cascarano, Miriam Ventura, Francesca Di Noce.
Ma nel sottobosco dei Fratelli d’Italia alcuni sono già pronti a “tradire” la linea. È di ieri l’altro la visita di Nicola Benedetto, in seconda posizione dopo Meloni, lucano, editore de La Verità e imprenditore illuminato a diversi ambienti della città e stakeholders confindustriali.
Un gruppo corposo della destra sociale invece, deluso dalla mancata candidatura di Fabrizio Tatarella pur dopo la convention di Pescara, potrebbe votare, via Raffaele Fitto, solo per Meloni e Francesco Ventola. Due nomi anziché tre, per contare meglio il dissenso in cabina elettorale.
Contro i luoghi comuni è lo slogan di D’Ambrosio, originario di Bonito in provincia di Avellino ma residente a Chieti, proposto in ticket con Picaro dal partito.
“Noi abbiamo deciso di essere contro la narrazione di chi vuole i giovani bamboccioni, passivi. Purtroppo in Italia c’è tanto che non va per i giovani, 27,2 anni è l’età con cui ci si laurea. Troppo alta, colpa di una scellerata 3+2, la riforma Berlinguer. Siamo penultimi prima dell’Ungheria per borse di studio. La politica non è fatta di compromesso”, ha detto davanti ai ragazzi accorsi nella nuova sede di Corso Matteotti.
“Vi chiediamo una mano, non abbiamo il supporto di poteri forti la nostra unica forza sono le persone. Tre preferenze e tre preferenze di genere”.










