• Contatti
giovedì 4 Giugno 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - “Landella mi chiese 300mila euro”. Manager sentito a processo sul caso dell’appalto per l’illuminazione

“Landella mi chiese 300mila euro”. Manager sentito a processo sul caso dell’appalto per l’illuminazione

In aula Luca Azzariti, incalzato su una delle vicende più spinose della presunta "tangentopoli" foggiana. A fine maggio controesame e decisione sulle intercettazioni

Di Redazione
24 Aprile 2024
in Cronaca, Foggia
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

“Landella mi chiamò dicendo che voleva incontrarmi. Poi mi chiese 300mila euro”. Così Luca Azzariti della Gi.One, la società interessata anni fa al mega appalto della pubblica illuminazione, uno dei casi finiti nelle carte dell’inchiesta sulla presunta “tangentopoli” al Comune di Foggia quando era sindaco Franco Landella.

Oggi Azzariti è stato sentito in tribunale nel processo a carico dell’ex primo cittadino ed altri esponenti di quella amministrazione.

Il manager ha essenzialmente confermato quanto già riferito agli inquirenti tempo addietro. Con Landella si sarebbe visto una prima volta in via Mandara e in una seconda occasione a casa di Azzariti. “Mi fece segno con la mano per chiedermi 300mila euro, rifiutati e la proposta dell’impresa venne rigettata”.

Stando alle carte dell’inchiesta, l’ex sindaco avrebbe compiuto “atti idonei in modo non equivoco a costringere Luca Azzariti, agente per conto della società Gi.One spa a consegnargli denaro, richiedendogli dapprima 500mila euro e poi 300mila euro”.

Come già raccontato da l’Immediato nelle settimane successive agli arresti, si interessò al progetto della pubblica illuminazione anche Michele D’Alba, imprenditore foggiano raggiunto da interdittiva antimafia per la società “Tre Fiammelle”. Azzariti ha ricordato di aver collaborato con D’Alba in passato. “Poi i rapporti si incrinarono. Sapevo del suo interessamento per il progetto della pubblica illuminazione, era un nostro concorrente”. A fine maggio nuova udienza con il controesame di Azzariti da parte dei legali degli imputati.

Il giudice dovrà anche sciogliere la riserva sull’utilizzo delle intercettazioni relative proprio al caso della pubblica illuminazione.

Gli avvocati di Landella hanno evidenziato che quelle conversazioni sono precedenti alla Legge Bonafede e l’iscrizione del politico nel registro degli indagati per questa vicenda sarebbe antecedente all’entrata in vigore della norma. Ricordiamo che nel 2019 l’ex ministro della Giustizia Bonafede ampliò la sfera d’utilizzo delle intercettazioni nei procedimenti per reati contro la pubblica amministrazione, anche mediante dispositivi elettronici portatili (come ad esempio i trojan).

Va ricordato che per tutti i procedimenti penali instaurati in data antecedente al 31 agosto 2020, l’utilizzo dei trojan nelle intercettazioni di conversazioni tra presenti è consentita solo qualora questi attengano a reati di criminalità organizzata o terrorismo.

A processo figurano Franco Landella, la moglie Daniela Di Donna, l’imprenditore Paolo Tonti, gli ex consiglieri comunali Dario Iacovangelo, Antonio Capotosto e l’ex presidente del Consiglio comunale Leonardo Iaccarino. Tra gli altri, il dipendente comunale Giuseppe Melfi, l’imprenditore Francesco Landini, Giada Pirazzini, Donatella Iaccarino, Giuseppe Casparrini e Potito Casparrini. Hanno patteggiato Marianna Tucci (un anno e 3 mesi) e Davide Saurino (un anno). Stralciata la posizione di Michele De Carlo, per lui fascicolo autonomo e giudizio separato.

Seguici anche su Instagram – Clicca qui

Ricevi gratuitamente le notizie sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Tags: Landella
Articolo precedente

Telecamere obbligatorie nelle Rsa, Tutolo: “Superato anche il vaglio della Corte Costituzionale”

Articolo successivo

Rottura tra Pd e Movimento 5 stelle a Manfredonia, salta Gentile. I dem: “Noi restiamo in campo”

Articoli correlati

Benito Palumbo

Pistola con colpo in canna in casa, patteggia Benito Palumbo: sconterà la pena ai domiciliari

Raffaele Tolonese in due vecchie immagini: una con Roberto Sinesi, l'altra di un suo primo piano

Condanna per Raffaele Tolonese, ma niente carcere: il boss foggiano torna in libertà dopo quattro mesi

Foggia in marcia per Stefania, il grido dei figli dopo il femminicidio: “Mai più una madre uccisa nel silenzio”

Gisella Naturale

Braccianti costretti ad assumere farmaci e alcol per lavorare nei campi, Naturale (M5S): “È schiavitù”

Tragedia sulla strada a Manfredonia, 15enne indagato per omicidio stradale dopo la morte di Antonio Sinisi

Pugliapromozione, nuovo sequestro da 1,3 milioni: nel mirino stipendi e pagamenti fuori busta ai dirigenti

Ultime Notizie

Benito Palumbo
Cronaca

Pistola con colpo in canna in casa, patteggia Benito Palumbo: sconterà la pena ai domiciliari

Il 39enne foggiano, più volte coinvolto in inchieste sulla mafia del pizzo, era stato arrestato a marzo dopo una perquisizione...

Raffaele Tolonese in due vecchie immagini: una con Roberto Sinesi, l'altra di un suo primo piano

Condanna per Raffaele Tolonese, ma niente carcere: il boss foggiano torna in libertà dopo quattro mesi

Gisella Naturale

Braccianti costretti ad assumere farmaci e alcol per lavorare nei campi, Naturale (M5S): “È schiavitù”

Tragedia sulla strada a Manfredonia, 15enne indagato per omicidio stradale dopo la morte di Antonio Sinisi

Pugliapromozione, nuovo sequestro da 1,3 milioni: nel mirino stipendi e pagamenti fuori busta ai dirigenti

Liste d’attesa, la Puglia migliora ma resta tra le regioni in ritardo: oltre la metà delle prestazioni fuori dai tempi previsti

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024