• Contatti
lunedì 20 Luglio 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - Mafia nella Bat, sigilli al “tesoro” di Sabino Carbone. È all’ergastolo per quattro omicidi di lupara bianca

Mafia nella Bat, sigilli al “tesoro” di Sabino Carbone. È all’ergastolo per quattro omicidi di lupara bianca

Colpiti i beni del noto esponente della criminalità organizzata attiguo al clan Campanella-Carbone, gruppo egemone tra Canosa e Trinitapoli

Di Redazione
4 Aprile 2024
in Bat, Cronaca
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

L’Ufficio Polizia Anticrimine della Questura di Barletta-Andria-Trani ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro di prevenzione emesso dal Tribunale di Bari-Sezione Misure di Prevenzione a carico del 42enne Sabino Carbone, noto esponente della criminalità organizzata attiguo al clan Campanella-Carbone storicamente operante nella zona di Canosa di Puglia e Trinitapoli.
Il tribunale di Bari-Sezione Misure di Prevenzione ha accolto la proposta finalizzata all’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca di beni, previo sequestro anticipato, avanzata dal questore della Bat.

Carbone, il 26 gennaio 2024, è stato condannato all’ergastolo dalla Corte di Assise di Trani con tre anni di isolamento diurno per quattro casi di lupara bianca avvenuti a Canosa di Puglia tra il 2003 ed il 2015, omicidi tutti consumati nell’ambito di regolamenti di conti per il controllo del mercato della droga: gli omicidi sono quelli di Sabino D’Ambra, scomparso il 14 gennaio 2010, Giuseppe Vassalli, scomparso il 18 agosto 2015, Sabino Sasso e Alessandro Sorrenti di cui si sono perse le tracce l’1 dicembre 2003.
L’uomo, disoccupato, si è inserito sin dagli inizi della sua carriera criminale nell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, già sorvegliato speciale e destinatario nel 2022 di un’altra misura di prevenzione con obbligo di soggiorno per tre anni, maturando nel tempo una posizione sempre più rilevante e legata a quella di altri sodali, attualmente detenuti.

​Come noto, il commercio degli stupefacenti e le estorsioni sono tra i delitti maggiormente produttivi di introiti e, non a caso, parallelamente al suo coinvolgimento nell’attività criminosa, Carbone ha fatto registrare un’inspiegabile espansione economico-patrimoniale, reinvestendo i notevoli proventi illecitamente conseguiti nell’acquisizione di proprietà mobiliari, immobiliari, quote sociali e spese per lavori di ristrutturazione.
Come è risultato dai successivi accertamenti patrimoniali effettuati, è stato riscontrato che l’uomo disponga direttamente di un appartamento ubicato nella zona storica di Canosa di Puglia in zona “Castello”, in ottime condizioni conservative, costituito da due piani fuori terra e 7,5 vani, rifinito esternamente con materiali di pregio e pietra viva, nonché di alcuni rapporti bancari e finanziari.

Sulla base delle approfondite investigazioni economico patrimoniali, svolte dalla Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali del dipendente Ufficio Anticrimine, che hanno abbracciato l’arco temporale di circa diciassette anni, il Tribunale di Bari ha ritenuto ricorrenti gli elementi per qualificare Carbone quale “soggetto socialmente pericoloso”, validando l’analisi patrimoniale che ha evidenziato la sussistenza del presupposto oggettivo richiesto dalla norma, nelle due alternative e autonome ipotesi della sproporzione e del reimpiego, in quanto il pregiudicato con le condotte illecite aveva accumulato ingenti proventi, reinvestendoli in beni mobili ed immobili e conducendo un elevato tenore di vita, assolutamente incompatibile con l’accertata esigua capacità reddituale.
Con il menzionato decreto, l’autorità giudiziaria ha disposto, pertanto, ai sensi dell’art. 20 del “Codice Antimafia”, il sequestro di tutto il compendio patrimoniale, del valore di circa 400mila euro.

Seguici anche su Instagram – Clicca qui

Ricevi gratuitamente le notizie sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Tags: Carbone
Articolo precedente

Tutti uniti per il Foggia-Torino, “un errore eliminare la tratta”. Stessa linea (era ora) per le due associazioni dedicate al Gino Lisa

Articolo successivo

Lei indagata e il marito arrestato con l’accusa di corruzione elettorale, si dimette l’assessora regionale Maurodinoia

Articoli correlati

Sparatoria in piazza a San Severo, il gip lascia in carcere il 50enne: “Una ritorsione perché mi avevano crepato di botte”

Incendio sulle colline del Foggiano, fiamme tra arbusti e macchia mediterranea a Motta Montecorvino

La “banda della marmotta” è arrivata nel centro di Foggia, assalto alla Bper di corso Garibaldi

De Benedictis e Chiariello

Ex avvocato Chiariello, revocato il sequestro da 4,3 milioni: il Tribunale dispone la restituzione dei beni

Caporalato nel Foggiano, al via il processo “Terra Rossa”. La moglie del prefetto Michele Di Bari tra gli imputati

Stadio Zaccheria, rilasciato il Certificato di Prevenzione Incendi per il settore Nord Ospiti

Ultime Notizie

Napi Cera
Politica

Autonomia differenziata e sanità, Cera attacca Decaro: “Evoca paure invece di spiegare i problemi della Puglia”

Il consigliere regionale della Lega replica al governatore dopo l'annuncio del ricorso contro la riforma: “Prima risponda su liste d'attesa,...

Sparatoria in piazza a San Severo, il gip lascia in carcere il 50enne: “Una ritorsione perché mi avevano crepato di botte”

Incendio sulle colline del Foggiano, fiamme tra arbusti e macchia mediterranea a Motta Montecorvino

Antonio De Sabato

Inchiesta DDA, De Sabato: “Lo scioglimento per mafia del Comune di Foggia trova nuove conferme”

La “banda della marmotta” è arrivata nel centro di Foggia, assalto alla Bper di corso Garibaldi

RSA di San Nicandro Garganico e Troia, società del gruppo Angelucci condannata a pagare oltre 736mila euro all’ASL Foggia

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024