Il Foggia nel mirino della malavita. Sono cinque gli indagati a piede libero, uno è minorenne, per tentata estorsione, porto e detenzione di esplosivo, incendio e tentato incendio aggravati dalla mafiosità nei confronti dei vertici del club rossonero. Bersagli principali il presidente Nicola Canonico e suo figlio Emanuele che lo scorso 9 gennaio trovò una bomba vicino alla sua auto a Modugno, nei pressi dell’azienda dell’imprenditore. Il patron, invece, avrebbe subito una tentata estorsione. L’obiettivo era quello di “costringerlo a dimettersi e cedere la società”.
I cinque indagati, alcuni gravitanti nella criminalità organizzata foggiana, sono inoltre accusati dell’incendio della macchina di un capo ultras e del tentativo di dare alle fiamme i veicoli di due dirigenti.
Al momento i sospettati sono indagati a piede libero. Pochi giorni fa la Direzione distrettuale antimafia di Bari ha disposto alcune perquisizioni e il sequestro di telefonini e tablet.
I fari degli inquirenti si accesero a giugno 2023, dopo le pistolettate esplose contro l’auto dell’ex capitano Davide Di Pasquale. Il veicolo si trovava nei pressi dello stadio Zaccheria, proprio nei giorni della finale playoff persa contro il Lecco.
Non è la prima volta che la malavita punta il mondo del calcio. Nelle carte di “Decima Azione”, maxi operazione del 2018 contro la mafia foggiana, emersero le pressioni della batteria Sinesi-Francavilla nei confronti dei fratelli Sannella, all’epoca proprietari del club.









