È dentro i finanziamenti di Puglia capitale sociale 3.0 per la Puglia Sociale che si inserisce il progetto “Mikhael: bambini oltre le sbarre” e il lancio della campagna “Bambini inVISIBILI” a cura dell’associazione Lavori in Corso, presieduta dall’avvocata Antonietta Clemente. . Il progetto, finanziato dal bando Puglia Capitale Sociale 3.0, ha permesso di mettere in campo servizi di accoglienza ai minori e di supporto ai genitori nello Spazio Giallo della Casa Circondariale di Foggia.
Partito a luglio 2022, il progetto ha permesso non solo di mettere in campo servizi di accoglienza dedicati ai minori, di supporto informativo per i genitori, di consulenza emotiva e legale, di ascolto delle problematiche, ma anche di avviare il processo di creazione di una rete provinciale al cui interno Lavori in Corso ha il ruolo di coordinamento istituzionale tra il Comune di Foggia, l’Ufficio esecuzione penale esterna di Foggia e l’Università. É stato, inoltre, avviato un dialogo con gli ambiti territoriali e sono stati coinvolti gli istituti scolastici.
Alla conferenza stampa sono intervenute l’assessora al Welfare della Regione Puglia Rosa Barone, l’assessora alle Politiche Sociali del Comune di Foggia Simona Mendolicchio, la direttrice dell’ULEPE Milena Malcangi, la professoressa dell’Università di Foggia Anna Grazia Lopez e la referente dell’Aps Lavori in Corso Antonietta Clemente.
“Confortare e accompagnare i bambini è un atto di grande cuore e di responsabilità. Se i bambini che vivono situazioni così complesse non sono aiutati dalle istituzioni potrebbero in futuro diventare a loro volta violenti. Si tratta di un lavoro utile alla comunità tutta oltre che sentito e dovuto per le famiglie”, ha detto in esordio l’amministratrice regionale.
“Il progetto fornisce ai ragazzi l’opportunità di decodificare e consente ai bambini di comprendere quello che è accaduto ai genitori in un processo che avvia ad una vita diversa, dopo essere stati accolti ed amati”, ha osservato Mendolicchio.
La rete di supporto alle famiglie con una specifica vulnerabilità sta creando un baluardo di legalità in provincia di Foggia. Come già è stato rilevato in carcere nel corso della recente inaugurazione dello Spazio Giallo, sono 350 i bambini e le bambine che frequentano la casa circondariale di Foggia, figli dei 700 detenuti, tra cui 35 donne.
350 bambini con diverse cadenze giornaliere superano le sbarre del carcere per far visita ai loro genitori detenuti. L’afflusso quotidiano è di circa 30 bambini al giorno. Da accogliere e supportare.
“Con il finanziamento abbiamo coperto 2 giornate della settimana, accogliendo 150 bambini e prendendo in carico 20 famiglie, a cui abbiamo somministrato un questionario. In questi tre anni c’è stato un grande lavoro: nel 2022 c’è stata l’accoglienza nello spazio oggi risistemato, 2023 il supporto alle mamme, alle nonne e ai papà e nel 2024 puntiamo alla creazione della rete strutturata”, ha spiegato Clemente.
“Sono abituata ad andare oltre – ha rimarcato Malcangi, referente di un nuovo progetto di lettura tra bimbi e genitori in carcere -. La parola carcere non dà l’idea di quale sia l’esecuzione penale che ricade su tutta la famiglia del detenuto. Lavorare con i detenuti e le famiglie è un valore aggiunto e consente di vedere le persone nel loro percorso per sostenere la detenzione di un congiunto anche al di fuori della struttura. Il carcere è più semplice, perché dà le regole. Ma la famiglia subisce le limitazioni del genitore pur non essendo autore di reato. È importante restituire del tempo in una dimensione genitori e figli a persone che non sono abituate a leggere insieme ai bambini delle storie e loro non sono abituate a riceverle. Non abbiamo grandi numeri perché abbiamo scelto un target di età ma la risonanza è enorme, è un percorso che ha bisogno di una normalità”.
Netta la prof Maria Grazia Lopez: “Questo è un lavoro importante, l’Unifg ha da anni un centro infanzia e famiglie, noi abbiamo sottoscritto il protocollo con l’impegno di seguire le attività di Lavori in corso e a fornire la formazione degli operatori che operano nello Spazio Giallo, che è uno spazio di disagio che deve tenere conto della sensibilità dei bambini e delle bambine. L’educatore deve sapere affrontare le criticità, con la scelta di una piccola biblioteca che parlano del superamento del disagio e della relazione con l’alterità. L’utilizzo dell’albo illustrato è il dispositivo più adatto”, ha rilevato annunciando un patto territoriale della promozione della lettura con gli ambiti territoriali e i servizi sociali.
“Non a caso abbiamo scelto la giornata della Festa del Papà per presentare i risultati di questo progetto”, ha dichiarato Antonietta Clemente.
Durante la conferenza è stata lanciata anche la campagna di crowdfunding “Bambini inVISIBILI” che mira a dare voce e visibilità agli oltre 900 bambini che in provincia di Foggia hanno uno o entrambi i genitori detenuti.
Esiste la sindrome del bambino invisibile, ha spiegato la psicologa impegnata nel progetto. “I bambini che si recano in carcere hanno un background familiare con lacune, vivono la trascuratezza fisica ed emotiva perché i genitori non riescono ad accudirli. Sono dei bambini che non hanno patologie che riusciamo a cogliere ma hanno dentro un vissuto emotivo difficile, che vengono fuori con lettura e arte terapia. I bambini si sentono trasparenti agli occhi delle figure che dovrebbero accoglierli. I bambini si liberano attraverso i disegni ma spesso hanno disturbi psicosomatici. Il mal di pancia prima di andare a scuola, i mal di testa possono presentare vissuti di depressione o di ansia, i bambini crescendo possono presentare comportamenti antisociali e spesso riproporranno i modelli abusanti. Gli esiti psicopatologici sono tanti. Del resto come può essere un padre che è padre per un’ora alla settimana o al mese? Anche durante il colloquio i bambini sono spesso invisibili perché i genitori parlano di tutt’altro. Degli avvocati, dei problemi economici”.










