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Home - “Una donna e la guerra”, a Celle di San Vito il documentario su Adelaide Modena

“Una donna e la guerra”, a Celle di San Vito il documentario su Adelaide Modena

La donna, come migliaia di altri civili, fu vittima delle “leggi speciali” della Prima guerra mondiale

Di Redazione
25 Febbraio 2024
in Cultura&Società, Lucera e Monti Dauni
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Il 23 febbraio 2024 presso l’Auser-Uselte di Benevento, sito al Palazzo del Volontariato, è stato proiettato per la prima volta al pubblico il cortometraggio “Una donna e la guerra. La tragica storia di Adelaide Modena”, che parla dell’internamento di questa nobildonna friulana a Celle di San Vito, dove morì nel 1916. Adelaide, come migliaia di altri civili, fu vittima delle “leggi speciali” della Prima guerra mondiale, varate allo scopo di silenziare e reprimere qualsiasi forma di dissenso politico-sociale.

In base ad una fumosa e spesso inconsistente accusa di “austriacantismo”, si veniva allontanati dalla propria terra ed internati in posti molto lontani dalla penisola. In un contesto sconvolto dalla guerra, le donne furono spesso vittime di invidie, rivalità, rancori personali e calunnie. Soprattutto nel Trentino e nel Friuli, durante il passaggio dall’amministrazione austriaca a quella italiana, non furono pochi i delatori che si prestarono ad accusare possidenti, negozianti o piccole proprietarie, allo scopo di entrare in possesso di attività e di beni frutto di esperienze di emigrazione o di attività imprenditoriali avviate prima dello scoppio del conflitto. Altre donne furono invece preventivamente internate, in quanto occupavano posizioni di rilievo – maestre, bottegaie, albergatrici, levatrici – e, dunque, erano in contatto con molte persone e pertanto venivano ritenute capaci di attività di propaganda ostile. Adelaide fu internata in quanto moglie di un alto ufficiale dell’esercito asburgico. La stessa sorte di internamento toccò a migliaia di uomini, preti e finanche a moltissimi bambini.

L’autrice del cortometraggio, la professoressa Lucia Gangale, ha spiegato ai numerosi intervenuti come è nata la sua curiosità per questa storia, finora sconosciuta. Ha detto che, nel luglio dell’anno scorso, è stata invitata dalla sindaca di Celle, Palma Maria Giannini, all’inaugurazione della statua di Carlo d’Angiò, che oggi campeggia sul belvedere del paese, di fronte al vicino comune di Faeto. Ha spiegato che, durante una chiacchierata al ristorante tra la sindaca e Lise Moutoumaya, l’ambasciatrice di Francia a Napoli, ha intercettato il riferimento alla “principessa” di Celle.

Gangale ha anche mostrato foto del paese, che si caratterizza per la sua forma di transatlantico sul crinale di una montagna, nonché di momenti della cerimonia di inaugurazione della statua al re degli angioini. Ha anche parlato delle bellezze della Daunia ed ha aggiunto che Lucera, dove invece fu internato il figliastro di Adelaide, Augusto, è candidata a Capitale italiana della Cultura 2026.

La ricerca su Adelaide Modena ha occupato diversi mesi e si è avvalsa dell’apporto di diverse persone, nonché della consultazione di diversi documenti di archivio. In particolare, Gangale ha ricordato l’aiuto fornito dalle impiegate dell’Infopoint di Celle e, in Friuli, della memorialista Adriana Miceu, della professoressa Luisa Esempio (nipote di Adelaide Modena), e della meravigliosa recitazione della nobildonna Addis Brizi Valsàssina, che nel cortometraggio interpreta Adelaide. La proiezione del documentario, che è costruito con maestria intorno all’unica foto di famiglia di Adelaide, è stata particolarmente apprezza dai presenti, ai quali, al termine della serata, è stato offerto un brindisi.

Lucia Gangale ha detto che il 10 maggio il cortometraggio sarà proiettato a Cervignano del Friuli, nell’ambito della Settimana della Cultura Friulana. È stata richiesta la sua presenza in loco, oppure, al massimo, un collegamento streaming, al quale è prevista anche la partecipazione della sindaca di Celle di San Vito.
Invece, in estate, una proiezione di svolgerà proprio nel piccolo paese della Puglia dove Adelaide riposa dal 1916 e dove una lapide, eretta dal figliastro Augusto, ne ricorda in estrema sintesi il triste destino di profuga.
La presidente dell’Auser-Uselte di Benevento, prof.ssa Adriana Pedicini, ha espresso la volontà di recarsi con gli associati in visita al paese di Celle di San Vito.

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Tags: Adelaide ModenaCelle San VitoLucia Gangale
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