Nuova manifestazione di protesta questa mattina con trattori davanti alla Cciaa di Foggia. I cati delegati dei presidi hanno inviato una diffida alla commissione prezzi, al prefetto di Foggia e al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
I rappresentanti dei gruppi dei presidi della provincia di Foggia con la loro pec hanno diffidato la commissione in indirizzo a fissare il prezzo del grano duro distinguendo il nazionale e l’estero in classi merceologiche che tengano conto del tenore dei contaminanti (don e glifosate).
“Considerato inoltre che il grano del sud Italia, privo di don e glifosato, è la materia prima essenziale e qualificante della pasta madre in Italy 100% grano italiano, e dati i costi di produzione, si invita altresì la commissione in indirizzo, ai fini della rilevazione dei prezzi, a considerare le transazioni che non siano, ai sensi del d.lgs 198/2021, inferiori ai costi di produzione comprensivi della giusta remunerazione per il coltivatore, individuando tale misura nel 30% del prezzo di vendita della pasta.
In mancanza di tutto quanto sopra il gruppo dei presidi provvederà a richiedere in sede ministeriale il divieto dell’uso del marchio 100% grano italiano”, è quanto si legge nella PEC.
Tra i trattori oltre ai temi sviscerati nei giorni di protesta c’è l’amarezza della mancata CUN a Foggia, affossata da una classe dirigente spesso inadeguata a difendere le ragioni del granaio d’Italia. “Produciamo oro giallo, ma lo pagate come immondizia”, recita uno slogan su una mietitrebbia parcheggiata davanti alla Camera di Commercio.
Netti gli agricoltori, come Raffaele Cappucci, una vita nei terreni. “Se non produciamo più cibo tutti soffriranno. Deve esserci garantito un reddito”.










